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   + -  Medicina e Psicologia dello Sport
 
 

Genitori e sport. La relazione genitori - giovani calciatori - società come fattore motivante alla 

 
  pratica e le sue implicazioni con il fenomeno dell'abbandono
 
  Autori: Luca Libanora e Valentina Partenio
 
  Fonte: U.S. Calcio Alpago e Studi Associati
 
  Introduzione
   

Cercheremo di fare in modo che anche l'argomento che toccheremo in questa occasione risulti altrettanto interessante come nel nostro primo incontro e per questo vi rinnovo l'invito
che vi abbiamo fatto in quella occasione, cioè di interpretare questi nostri contributi non come una lezione frontale, particolarmente in questo caso, visto che parliamo di un argomento di cui
nessuno può dire di avere la piena comprensione, ma come uno scambio di opinioni, in cui ognuno porta le proprie conoscenze in qualsiasi momento lo desideri.
Qual è l’argomento di questo incontro? Parleremo di genitori e sport e lo faremo in ambito abbastanza specifico come il mondo del calcio. E' un argomento piuttosto sentito, visto che
poi ci è stato sostanzialmente richiesto, ma è anche un argomento interessante perché vi si concentrano aspetti molto diversi, tanto diversi che, come dicevamo, nessuno può dire di
averne compreso appieno tutti gli aspetti e tantomeno di aver risolto alcuni problemi che sono associati ad esso.
Una prima cosa interessante è che se l'argomento è piuttosto sentito dalle società, da parte dei genitori, cioè i diretti interessati, si tende a minimizzarlo. Sembra che non ci sia una reale
consapevolezza del ruolo del genitore nel rapporto che il proprio figlio ha nei confronti dell'attività che pratica, della società che lo accoglie e dello sport in generale.
Si tende a considerare il proprio apporto solo, o principalmente, in termini “strumentali” (portare il figlio alla partita, agli allenamenti, acquistare i materiali ecc.) ma il ruolo del genitore
è in realtà importantissimo non solo per la creazione della personalità del bambino nei confronti dello sport, ma anche per tutti gli aspetti generali che vengono mediati da un'attività
importante, nella vita del piccolo individuo, come quella sportiva.
È importante per tanti motivi, evidentemente, ma per comprenderli dobbiamo fare una cosa che a voi sembrerà “bizzarra”, ma che noi riteniamo invece indispensabile. Dobbiamo riuscire
a guardare il mondo con gli occhi dei bambini, dei ragazzi e degli adolescenti, perché se invece lo guardiamo dal nostro punto di vista ogni cosa che diremo da questo momento in poi
risulterà un semplice passaggio sterile di informazioni, magari anche interessanti, ma senza nessun effetto pratico.
Perché bisogna assumere il punto di vista del bambino? Perché per il bambino, e nelle successive fasi evolutive, il mondo è completamente diverso da come lo vediamo noi. Per cui
non potremo mai comprenderlo se assumiamo una visione adulto-centrata che ci porta spesso a considerare il bambino come un “piccolo adulto” (se non una “tabula rasa” come
definivano gli empiristi Hume e Locke nel ‘700), in tutto e per tutto simile a noi ma con possibilità e capacità limitate.
Facciamo un esempio: nel mondo degli adulti, esistono alcuni compartimenti ben definiti nella vita, di cui abbiamo piena consapevolezza, e sui quali regoliamo le nostre aspettative, i nostri
atteggiamenti e i nostri comportamenti. Esiste il lavoro, esiste la famiglia, esiste lo sport.
Ciascuno di noi mette in ordine tutti questi aspetti secondo le proprie disposizioni personali e secondo l'ambiente in cui vive. Lo sport, generalmente, è considerata un'attività
gerarchicamente meno importante rispetto, ad esempio, il lavoro e la famiglia, che giustamente assumono priorità, per motivi evidenti. Per il bambino c'è la scuola, ci sono i
genitori, c'è il calcio. Se il bambino va male a scuola, la prima cosa che succede, è che gli si vieta di andare a giocare a calcio. Naturalmente un genitore può avere buoni motivi per non far
giocare il figlio a calcio, ma quello che bisogna sapere è che il figlio non darà a questa cosa lo stesso significato. Per il bambino scuola, genitori e calcio sono un contesto unico ed
indistinguibile in cui loro orientano i loro comportamenti solo in funzione di compiacere i genitori
[...]

 
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