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   Riflessioni sul raggiungimento del modello prestativo generale e dei nostri Portieri
   Autore: Luca Squinzani
   Fonte: Calciatori.com
    05 Gennaio 2011
 

Anche se è vero che tutti i nostri portieri custodiscono un po’ di pazzia dentro di loro, quando parliamo di “analisi” non vogliamo riferirci alla loro e nostra estrosità psicologica, ma bensì alla necessità di analizzare gioco e prestazioni di chi andiamo ad allenare; non importa se atleti di prima squadra (Pro e non) o settore giovanile (dai14-15 anni in su a mio modo di vedere).
I nostri allenamenti sono mirati al raggiungimento di obiettivi che devono tenere conto delle caratteristiche dei giocatori, del tipo di campionato che si affronta e delle problematiche che scaturiscono in ambiente di gara. Il fatto di analizzare la prestazione del nostro portiere attraverso una corretta “Match Analysis” (o sorta di scouting) ci aiuta a strutturare meglio le nostre sedute, rendendo il più possibile osmotico il binomio allenamento-partita. Ovviamente la scelta della metodologia di analisi è flessibile, migliorabile e modificabile a seconda delle nostre idee ed esigenze.

La prima domanda che ci dovremo porre è se la nostra scheda di analisi si orienterà sul tipo qualitativo o quantitativo. Considerando il fatto che il calcio non si presta a percentuali quantitative troppo analitiche (es. numero di passaggi sbagliati, numero di tiri in porta, stop errati, ecc.) come avviene nel basket o volley dove le rotazioni determinano l’esito di una gara, ritengo che le nostre analisi debbano avere un buon equilibrio tra aspetti quantitativi (rinvii con i piedi, parate in tuffo, ecc.) e qualitativi attraverso delle note sulla non corretta esecuzione di un gesto o situazionalità.
Nel primo caso, avremo un’idea sulle percentuali di errore del portiere e sulle caratteristiche del campionato che stiamo affrontando (un torneo Tedesco sarà tipologicamente differente da quello Italiano come un torneo della categoria Giovanissimi Nazionali avrà caratteristiche differenti da un campionato Primavera). Nel secondo caso saremo in grado di analizzare in modo più specifico il gesto tecnico in se attraverso la sua più o meno corretta esecuzione in ambito di gara. Mettendo insieme questi due gruppi di informazioni potremo trarre utili dati sul come indirizzare le nostre sedute di allenamento in modo da ottimizzare il miglioramento individuale ma soprattutto il rendimento della prestazione in partita.
Essendo noi responsabili solo dei nostri numeri uno, ritengo non sia necessario riempire block notes come gli allenatori delle nostre squadre, ma sia sufficiente munirsi di una semplice scheda partita facilmente compilabile e di immediata lettura. Inoltre propenderei per un tipo di analisi che privilegiasse gli aspetti qualitativi in modo non troppo invasivo. Nei settori giovanili si dovrà più curare la costruzione del portiere e quindi la capacità di eseguire correttamente gli interventi piuttosto che la semplice efficacia, che acquisirà per noi sempre più importanza con lo scalare le categorie fino ad arrivare all’apice della prima squadra. Ciò non cambia la mia idea sul fatto che anche ad alto livello una piccola modificazione e maggior correttezza di un gesto tecnico possa aumentare non di poco la qualità della prestazione nonché l’efficacia della parata.
A completamento della nostra analisi, l’integrazione con immagini del match fornirebbe un ulteriore mezzo di costruzione e correzione visivo utile anche ai giocatori stessi. Essendo conscio che tolte le prime squadre di categoria e squadre Primavera, spesso non è possibile avere video di buona qualità, questo non è un mezzo fondamentale dalla quale possiamo prescindere, in particolar modo quando parliamo di ragazzi del Settore Giovanile.
La metodologia del Match Analysis non è ancora così diffusa nel nostro sport, ma per una volta (forse andrebbe fatto anche più spesso) dovremmo essere più umili e saper cogliere mezzi ed aspetti utili dagli altri sport.
Qui di seguito provo a proporre un ipotetico modello di scheda “Match Analysis” semplice, completa, di facile lettura e compilazione, che potrete utilizzare così come la trovate o plasmare sulle vostre necessità.
Nella sezione quantitativa, ideala è crearsi una legenda per differenziare gli interventi eseguiti in modo corretto da quelli eseguiti in modo approssimativo o errato (es. cerchio il numero per il corretto e sbarro per l’errato).
Buon lavoro.      

 

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