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Dalla lunga esperienza nel campo della
preparazione dei portieri mi sono
accorto che molto spesso si tende a
sottovalutare l’aspetto organizzativo
del portiere sia da parte degli
osservatori, sia da parte dei portieri,
che dei preparatori stessi.
La mia teoria è semplice:
Un tiro evitato (organizzando la difesa)
è meglio di un tiro parato. Quasi sempre
nella valutazione di un portiere si
pensa all’aspetto atletico, alle doti
fisiche, ed alla proverbiale agilità, ma
a mio parere un aspetto di non
secondaria importanza è il lato
caratteriale.
Nasce da qui, dalla convinzione nei
propri mezzi e nella fiducia in se
stessi, la capacità e la spinta a
“comandare” la difesa.
Certo, è comprensibile che nella fascia
fino agli esordienti tale capacità sia
maggiormente difficile da tirare fuori
perché a meno di un leader conclamato,
si vede che i bambini tendono a non
parlare quasi mai (ci pensa il mister…
mi sento dire molto spesso), ma
viceversa se si inizia a sforzarsi e a
tentare di organizzare la difesa, tutto
pian piano sarà più facile e naturale.
Qui di seguito darò alcune informazioni
e comportamenti ( i fondamentali) per
iniziare dalla base.
Prerogative dei comandi
Innanzitutto si deve capire che i
comandi devono avere 3 prerogative:
1) Fermezza del comando
2) Precisione/tempismo
3) Brevità dell’informazione
Fermezza del comando
Quando si organizza la difesa ci vuole
“polso”, ossia i comandi devono essere
dettati con la perentorietà di un ordine
pur senza eccedere nell’arroganza, ma
deve essere chiaro ad ogni difensore che
siete VOI che comandate la difesa. Per
questo “l’ordine” deve essere dato con
voce forte e chiara ed in modo
perentorio appunto.
Precisione/Tempismo
Questo punto è il più critico perché si
deve capire quando dare un ordine e
soprattutto come.
E’ importante che comunque le direttive
siano date tempestivamente, ossia prima
che il pallone sia partito, proprio per
prevenire un’azione pericolosa. I
difensori sono spesso portati a guardare
la palla e sta al portiere indicare con
precisione, chiamando per nome il
proprio difensore per dirgli la
posizione del potenziale pericolo.
Ad es. "Giovanni, il 9 fascia destra"
(aiutandosi indicando il pericolo con
l’indice).
Se il regista della squadra avversaria
lo vede prima di noi probabilmente è già
troppo tardi, per questo è importante
cercare le falle della nostra difesa.
Brevità dell'informazione
Come si è già intuito dall’esempio
precedente la costruzione dal punto di
vista dialettico sicuramente è carente,
ma l’importante è fare arrivare il
messaggio con il minor numero di parole
possibili. Immaginate se dovessi dire:
“Giovanni, attento che sulla fascia
laterale destra sta scattando il
centravanti ed è pericoloso”. Con ogni
probabilità alla fine della frase
staremmo già tornando verso il
centrocampo con la palla tra le mani ed
un goal in più sulle spalle.
Quindi tenete a mente (e soprattutto
concordatele con i vostri difensori) le
parole di uso comune più semplici ed
efficaci:
Centrale: l’attaccante sta stringendo
verso il centro dell’area
Sulla fascia o Laterale (destra o
sinistra): uno o più avversari stanno
cercando di aggirare la difesa sui
corridoi esterni.
Solo: indichi al tuo difensore che non
ha avversari vicini e può ricostruire
l’azione.
Uomo: indichi al tuo difensore che ha
avversari vicini (da accompagnare con
dietro o laterale) e deve spazzare.
Dietro: ossia "dammi la palla che
rilancio io".
Spazza: ossia ordine perentorio di
calciare la palla lontano o in fallo
laterale perché c’è pressione (spesso
viene usato anche Via, ma si rischia di
confonderlo con il Mia delle uscite).
Mia: il più classico degli ordini e il
più deciso di tutti. Deve essere detto
FORTE, SECCO E DECISO e se possibile con
gutturalità per dare importanza
all’azione.
Lascia: palla lunga che ordina al
difensore solo di proteggervi e non
toccare la palla: è vostra.
Sali: se si vede che la linea di
fuorigioco non è perfetta o se si sta
per rinviare lungo
Rientra: se uno o più difensori dopo
un’incursione in avanti non sta
riprendendo la sua posizione
Fuori: se vediamo qualcosa di anomalo o
ci siamo fatti male per fare mandare la
palla in fallo ed interrompere il gioco.
Marca stretto: se si è individuato il
pericolo più incombente si può chiedere
ad un difensore di preoccuparsi
momentaneamente di un avversario
specifico ad esempio su punizioni o
palle inattive.
Anticipa e salta: li metto insieme
perché incitano un movimento specifico
per bloccare l’avversario.
Queste sono le parole più frequenti su
gioco in movimento.
Analizziamo i calci piazzati
Adesso analizziamo i calci piazzati.
Sulla palla: decidete insieme (a lui e
al mister) il giocatore che sarà quello
che non deve far battere velocemente le
punizioni contro e che sarà il primo in
barriera.
Sul palo: per ricordare al giocatore
designato di andare sul palo sul calcio
d’angolo. Gambe strette: Ricordare di
non stare a gambe larghe sulle
punizioni.
Fermi in barriera: per evitare le
classiche barriere che si aprono.
Come primo step mi sembra una buona
infarinatura, ma va ricordato che
bisogna provare sempre di più evitando
gli scontati “forza ragazzi” che servono
davvero a poco se non appena fatto una
bella parata per dare una scossa a tutti
a reagire.
Conclusioni
Un ultimo cenno ad una cosa che vedo
fare molto raramente: i complimenti al
difensore che ha fatto un buon
intervento. Fa sempre piacere sentirsi
dire BRAVO dal proprio portiere …
ricordatevelo! |
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