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Perché allenare la forza
in modo prioritario
quando i movimenti che
il portiere svolge
nell’applicazione della
tecnica richiedono
capacità di agilità e
massima precisione?. Il
portiere spesso
nell’eseguire le proprie
funzioni tecniche e
atletiche è chiamato a
correggere dei movimenti
e adattarli ad un nuovo
gesto tecnico mentre ne
svolge un altro.
Per poter esprimere al
meglio questo e altri
gesti specifici del
ruolo e analizzando
queste riflessioni,
nasce l’utilità di
usufruire di programmi
di allenamento ed
esercitazioni tecniche
funzionali al ruolo con
un sistema-allenamento
su base propriocettiva
per migliorare le sue
funzioni e la capacità
di equilibrio. Prima di
sviluppare questi
programmi è necessario
capire e riconoscere
l’utilità dei due
termini usati e capirne
la metodologia. Iniziamo
quindi a confermare che
fra le tante capacità
che il portiere deve
possedere quella
dell’equilibrio debba
essere alla base di ogni
programma di allenamento
già in età evolutiva.
Seguendo le varie
spiegazioni sul concetto
di equilibrio
dell’essere umano, ci
accorgiamo che il
portiere nello svolgere
le proprie gesta
tecniche e atletiche
rispecchia fedelmente il
concetto, cioè che ha e
deve acquisire quella
capacità di allineare i
segmenti corporei contro
la gravità per mantenere
il corpo allineato su di
una base che sono i
piedi senza cadere. In
queste esercitazioni la
base è rappresentata
anche da attrezzi
instabili dove si
propongono delle
esecuzioni di abilità a
muovere il corpo in
situazione di
disquilibrio. Questo
avviene con
l’integrazione e la
collaborazione dei
sistemi sensoriali e
motori del corpo in
assetto propriocettivo
utile da applicare in
quelle situazioni di
gioco a cui il portiere
viene chiamato.
L’insieme e l’interagire
delle afferenze
sensoriali con i sistemi
motori permettono ai
muscoli e agli
stabilizzatori di
anticipare e rispondere
all’informazione
propriocettiva, di
conseguenza si può
lavorare con una
corretta sequenza
creando un movimento
coordinativo. I due
maggiori concetti di
espressione di
equilibrio per il
portiere sono
l’equilibrio statico
dinamico, rappresentato
dall’equilibrio nel
corso di spostamenti in
cui si cerca il
mantenimento di un
adeguato e costante
controllo posturale,
vedi la postura e la
posizione in porta prima
dell’esecuzione di un
gesto tecnico, è
l’equilibrio in volo.
Cioè la ricerca di un
equilibrato controllo
posturale nella fase
aerea, vedi le uscite
alte.
L’allenamento a queste
capacità è rivolto al
movimento e non solo al
singolo muscolo, è
basato sulla esecuzione
di movimenti integrali
caratterizzati, in
questo caso, da processi
di stabilizzazione che
hanno l’intendo di
migliorare le abilità
tecniche specifiche,
l’equilibrio e
l’efficienza
neuromuscolare. Infatti
l’allenamento funzionale
è definito come
l’abilità del sistema
neuromuscolare di
seguire delle
contrazioni dinamiche
concentriche-eccentriche
e
statiche-stabilizzatori
per dare una risposta
alla gravità e alle
forze di reazione che
provengono dal suolo.
Quindi si potrebbe
definire un allenamento
globale. Esso è in grado
di provocare adattamenti
specifici a stimoli
variabili, ci permette
di migliorare la
postura, le azioni
muscolari
stabilizzatrici
abituando il portiere
all’equilibrio, al
controllo del corpo
sfruttando la forza per
un corretto gesto
tecnico. Per un portiere
l’allenamento
propriocettivo è utile a
migliorare alcuni
componenti della sua
prestazione come il
saltare e la rapidità.
La stessa instabilità
determina un buona
attivazione della
muscolatura del tronco e
della pelvi che fanno
parte del centro
funzionale del corpo che
a sua volta garantiscono
la stabilità del bacino
e della colonna
vertebrale, questo
facilita la mobilità e
la funzionalità degli
arti superiori e
inferiori. Quindi si
capisce anche l’utilità
di questo allenamento ai
fini di prevenzione dai
traumi sportivi grazie
agli adattamenti
provocati dal
disquilibrio, ma
soprattutto
riabilitativi visto che
incrementano il
controllo neuromuscolare
e la stabilità
articolare.
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