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Osservando un portiere
di calcio
nell’esecuzione delle
sue gestualità del
ruolo, noteremo di
quanto è importante
fargli apprendere nella
misura giusta, gli
elementi di
coordinazione già
nell’età evolutiva e
quindi nei programmi dei
Settori Giovanili. Anche
nei movimenti eseguiti
nell’area di porta e
nell’area di rigore,
questo ruolo si
differenzia dagli altri
in termini di dispendio
energetico nel
coinvolgere muscoli,
impiego e movimenti del
corpo. Con il termine
movimenti includo quei
fenomeni che
corrispondono a
meccanismi o sistemi di
controllo diversi uno
dall’altro. In genere il
portiere esegue dei
movimenti passivi cioè
che vengono imposti, il
suo principale movimento
è comunque quello di
andare verso la palla,
affrontare la palla in
movimento. E’ un
movimento prodotto da un
elemento esterno (la
palla) a differenza dei
movimenti attivi che
sono associati a un
comando esercitato dal
sistema nervoso
centrale. Cosa allenare
e come migliorare questi
movimenti. Alla base
esiste il programma
motorio, cioè una serie
di comandi muscolari
strutturati prima che
avvenga il movimento
consentendo l’esecuzione
della sequenza motoria.
Quindi il movimento
volge verso una buona
scelta del bersaglio (la
palla) la scelta dei
muscoli,una relazione
temporale e
l’aggiustamento della
forza. Sono da
considerare anche i
movimenti automatici,
quel tipo di movimento
ripetuto tante volte in
allenamento che ne
diventa un elemento
della coscienza
interiore che si
applicano senza il
controllo cosciente.
Durante gli allenamenti
o le partite si eseguono
gesti tecnici specifici
che vengono applicati
nel contesto tattico ma
che gli impediscono di
pensare ad una
esecuzione corretta del
gesto stesso perché il
pensiero è più rivolto
al controllo
dell’avversario o degli
avversari e non a se
stesso o a quello che
fa. E’ fondamentale
quindi che un movimento
specifico, un gesto
tecnico siano ripetuti
correttamente affinché
lo si interiorizza al
punto che la mente non
pensa al controllo
cosciente della tecnica.
I movimenti diventano
automatici solo quando
vi è uno sviluppo
dell’abilità motoria,
cioè essere capaci di
compiere prestazioni
complesse con il minor
numero di errori
possibili e adatti allo
scopo. Questo si svolge
in fasi diverse,
inizialmente l’atleta
apprende il movimento in
modo teorico seguendo le
indicazioni dettate dal
preparatore/allenatore,
quindi l’atleta prova ad
eseguire il movimento
attraverso un piano
operativo.
L’apprendimento durante
l’allenamento causa
degli errori o più
errori soprattutto nel
primo tentativo, qui
interviene il
preparatore/allenatore
per spiegare quali sono
stati questi errori che
ha commesso e che
l’atleta non è capace di
riconoscere e percepire
tutte quelle
informazioni che il
corpo gli invia durante
il movimento. Con
l’esperienza acquisita
si ripete il movimento
specifico cercando di
evitare gli errori per
poi proseguire verso un
apprendimento motorio
definitivo perfezionando
il gesto tecnico. I
presupposti affinché i
movimenti richiesti in
questo ruolo risultano
qualitativamente
positivi sono
soprattutto l’armonia,
la forza, la velocità e
la precisione. Per
essere fluidi e
armoniosi nel movimento
è necessario dare un
giusto tempo di
attivazione dei vari
muscoli che sono
coinvolti, perché solo
con una giusta sequenza
di attivazione e
inibizione dei vari
impulsi inviati ai
muscoli possiamo parlare
di esatto controllo
motorio nella sua forma.
Nelle varie abilità
motorie del giovane
portiere fanno parte la
destrezza e la
coordinazione, ma non è
cosi per tutti perché
sono delle
caratteristiche che non
dipendono soltanto dal
livello di attività
muscolare ma sono legate
alle abilità cognitive
che differiscono da
soggetto a soggetto. In
questo contesto entra in
gioco la caratteristica
dei compiti del portiere
che sono di opposizione
dove deve fare i conti
anche con l’attività
motoria dell’avversario,
e applicare le sue
strategie di attacco e
difesa. Queste cambiano
continuamente durante il
gioco e cambiano sulla
base della reazione
dell’avversario, in
questi casi una
variabile importante è
il tempo con cui il
portiere deve decidere
quale movimento deve
effettuare. Gli esercizi
che si propongono sono
una espressione di gesta
combinazione di attività
fisiche e tecnica, dove
oltre ad essere
coinvolti i vari
distretti muscolari vi è
un coinvolgimento della
catena cinetica per
migliorarla e
rapportarla ai movimenti
tecnici specifici del
ruolo.
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esercizi a
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