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  L’importanza dell’allenamento specifico per la formazione del giovane portiere
  Autore: Pietro FASSOLI
  Data di pubblicazione: 23 gennaio 2015  
 

L’importanza dell’allenamento specifico per la formazione del giovane portiere
Premessa

Vi proporrò qualche considerazione metodologica e didattica di tecnica calcistica, sintetizzabile in questi punti: la motivazione del giovane portiere, la personalità, le capacità coordinative, le capacità condizionali, le abilità tecniche.
La motivazione del giovane portiere
Perché un giovane decide di fare il portiere?
Il periodo dell’età evolutiva che và dagli 8 ai 12 anni, si definisce come l’età ideale della motricità, in quanto, il giovane atleta manifesta qui il desiderio di sperimentare e migliorare le sue capacità motorie, eseguendo in forma varia, semplice e complessa, tutti quei movimenti e quelle azioni che definiamo schemi motori di base: camminare, correre, saltare, tuffarsi, rotolare, arrampicarsi, strisciare, spingere, tirare, lanciare, afferrare.
Esiste nel fanciullo naturalmente, una predisposizione innata a ricercare durante il gioco il contatto con il terreno. Ci fanno dire che l’unità di lavoro in questa fascia d’età, deve prevedere per tutti azioni di gioco con le mani; non si abbia premura nell’assegnare ruoli definitivi in campo. Riflessioni finali ci portano a pensare che la realtà sociale è cambiata. Offre tantissimi svaghi ed interessi agli adolescenti di oggi che hanno quindi per forza di cose, meno tempo e voglia di “giocare a calcio”. È convinzione che per 

 
  L'Autore: Pietro FASSOLI  -  Preparatore portieri di Verbania (Settore Giovanile), Intra (Prima squadra e Settore Giovanile)
 

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