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Dopo aver analizzato la
tattica individuale, nella fase di non possesso, in situazione di
parità numerica (1:1) e inferiorità numerica (1:2), la seconda parte
di questo lavoro prende avvio dalla definizione di tattica
collettiva.
Premesso che per tattica collettiva si intende il movimento
coordinato di due o più giocatori, di un reparto, di una squadra per
ottenere uno scopo predeterminato (ad esempio nella fase di non
possesso non farsi superare da un avversario con o senza palla
secondo le situazioni), l’articolazione che intendo dare al lavoro
da svolgere parte dal riferimento di collaborazione a due (o più)
giocatori, per passare poi al reparto e infine, all’intera squadra.
Suddividendo in questo modo il concetto di tattica collettiva, mi
sembra si possano semplificare e meglio chiarire le proposte, sia
sul piano concettuale sia su quello operativo, per favorire il
processo di apprendimento consapevole da parte dei giocatori. Lo
scopo della tattica collettiva, come già ricordato in premessa, è
quello di creare una “organizzazione di gioco” con la costruzione di
un gruppo che parli lo stesso linguaggio calcistico, in cui tutti
capiscano e ragionino allo stesso modo, possano leggere in maniera
univoca la situazione ed offrire la propria interpretazione. È
l’allenatore che deve dare alla squadra una organizzazione di gioco
fornendo ai calciatori i mezzi per
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