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Analisi e
considerazioni: Barça - Real 3-2, atto finale |
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Data di pubblicazione:
20 gennaio 2011 |
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Analisi e
considerazioni: Barça - Real 2-2, gara di andata |
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Se il calcio è contrassegnato da eventi, da
risultati, da attese,di certo la palma d’oro
per tutto questo va sicuramente a Barcellona
– Real Madrid. Mourinho dopo l’annata
scorsa, dove i paragoni con il Barça erano
all’ordine del giorno, nella quale è
riuscito a strappare la Coppa del Re ma
sostanzialmente soffrendo il gioco catalano,
quest’anno vuole tutto, soprattutto far
vedere che non sono inferiori al Barça.
Tutto questo basta per essere motivati, per
correre, per vincere,per acquisire una
mentalità vincente ancora superiore, e
perchè no una sorta di vendetta sul Barça.
L’approccio mentale alla gara è il fiore
all’occhiello di Mou, ma ieri sera nella
fase inziale si è visto anche quanto conta
il precampionato e i risultati di tale
periodo nella testa dei giocatori: il Rela
veniva da solo vittorie,il Barça da sole due
vittorie.
Tutto parte in un periodo dove giocatori
arrivano dalla Coppa America, da mercati
frenetici, firme rapidissime, aspettative
enormi da mantenere e pressioni ancor più
enormi. Guardiola lascia fuori quattro
elementi che nell’annata scorsa, e quelle
precedenti, hanno fatto la fortuna del Barça
come Puyol, Pique, Xavi,Busquets, ma poco
conta visto che a sostituirli sono gente del
calibro di Mascherano, Abidal,Keita e
l’immenso Alcantara. La nave Barça salpa a
rilento. Il gioco non è lucido come sempre,
non è veloce e a tratti confusionario. Mou
parte con tutti gli effettivi,lasciando in
panca anche il nuovo acquisto Coentrao. Ma
sin dai primi minuti si nota un Benzema in
forma smagliante, e pensare che la stagione
passata a Mou non attirava più di tanto. Il
Real si vedeva, molto veloce, intenso,
pressione e le linee alte per sfruttare le
assenze di Pique e Busquet.
Guardiola ha iniziato con un gioco un pò
diverso dal solito, lanci lunghi a cercare
Sanchez e Villa, quasi mai andati a buon
fine. Mou aveva Benzema, che cerca
prepotenmente il gol ma alla fine lo fa
realizzare ad Özil con un bell’inserimento e
un tocco che sembrva essere fatto con la
mano per la facilità di esecuzione. Dopo il
gol non c’era reazione del Barça. Confusione
e nient’altro. Errori nei passaggi e
l’incapacità di superare efficacemente la
pressione del Real Madrid.
All’improvviso però il Barça si è svegliato
facendo vedere a tratti il suo gioco. Era un
segno che la partita stava cambiando.Ma più
che da parte del gioco quanto del risultato.
Villa al primo tiro pesca un jolly immenso,
un gol da cineteca, e proprio quando il Real
era possessore del gioco indiscusso. Dopo il
pareggio Pep ha rallentato la crescita del
Barca e ha deciso di aspettare e limitare il
numero di errori. Prima della pausa però
esce in gioco un certo Messi, e dimostra che
quella 10 sulle spalle non la tiene a caso.
Khedira e Pepe lo vedono solo passare e
andare in rete.. Due tiri, due gol, Barça
avanti.
Nella seconda metà di gioco si riparte come
la prima. Il Realnon ci stava ad essere di
nuovo comprimario. La strategia è l’unica
area in cui Mourinho è enormemente
superiore. Coentrao subito buttato in campo
per sfruttare la sua enorme qualità.
Guardiola manda dentro Xavi e Pique in
quattro minuti per cercare di riprendere il
pallino del gioco come sempre. Mou doveva
sfruttare meglio la loro assenza fino al
63′, non ci è riuscito al meglio. Xabi
Alonso riporta all’improvviso tutto in
parità, e per il Real non è niente di
rubato, anzi.
Xavi e Pique non hanno risolto del tutto i
problemi del Barça ieri sera, la squadra era
ancora lontana dal suo gioco e il Real stava
riprendendosi.Si è entrati nuovamente in una
fase in cui il Real Madrid ha mostrato
maggiore determinazione. Le probabilità
cadevano a favore del blancos. Al di là del
risultato il Barça è stato il perdente
perché la squadra era lontana dal suo
calcio. L’anno scorso tutti avrebbero detto
che il Real è riuscito a non perdere, quest
hanno possiamo dire che il Barç è riuscito a
non perdere al Bernabeu pur giocando non
come sa fare..
Nello Sprint finale il Real Madrid era
ancora migliore ma il punteggio non si è
mosso, ed ora a parte tutte le analisi
mercoledì c’è il secondo round al Camp Nou,
e si assegnerà il primo titulo della
stagione,alla fine è questo che conta.
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Analisi e
considerazioni: Barça - Real 3-2, atto finale |
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Anche se si trattava di un “titolo minore” ,
anche in Spagna questa definizione non
esiste, la pressione sulle due squadre non
era inferiore ad una normale partita di liga
o champions. Oltre alla pressione mediatica
a cui erano sotoposte le squadre, c’è stata
una pressione del Real sul Barça veramente
spettacolare, sinonimo di divertimento.
Entrambe le squadre hanno giocato veloce, i
duelli erano veri e nessuno dei due club ha
lasciato campo all’avversario . Senza
restrizioni, a testa alta e il loro ritmo e
migliorato,così come il gioco visto al
Bernabeu. Entrambi erano lontani
dall’eccellenza dell’anno scorso dove,
tranne la finale della Copa del Rey, non
abbiamo visto l’eccellenza sempre . La
partita è iniziata piena di rumore e
controversie- si considera un titolo minore
- ma tutto questo è andato a vantaggio dello
spettatore, come sempre.
Benzema ha segnato i tempi e Cristiano
Ronaldo ha mostrato il suo lato migliore per
lasciarsi alle spalle un Özil disperso in
varie azioni. Coentrao a centrocampo ha
mostrato la sua versatilità . Guardiola ha
tentato di abbassare i ritmi, mossa cercata
anche a Madrid. Però se andiamo al di là di
marcatori, dei gol, il club non ha mai
imposto il suo stile, il resto è andato
avanti per l’individualità e il talento di
giocatori dalla bravura innegabile. Messi
ispira Iniesta per la sua marcatura , nella
quale mostra la sua grande sensibilità
tecnica. Piqué tacchi alla definizione di
destra di Messi. Il Real come a Madrid, crea
palle gol ma non riesce a sfruttarle ma
comunque la sua potenza nell’arte contrasto
porta ai limiti lo stile di gioco del Barça.
In una maniera non aspettata arriva il
pareggio di C.Ronaldo,una deviazione al
posto giusto al momento giusto per rimettere
in piedi la partita, che però rimette dalla
sua parte il Barça grazie al solito Messi.
Si va al riposo sul 2-1 per il Barça.
Secondo tempo: versione migliorata del Barca
e il Real Madrid del primo tempo. Il gioco
progredisce in un faccia a faccia, un duello
senza paura e con tanto onore,una seconda
metà di gioco come una battaglia.Lo
spettacolo ha dato spazio a controversie
individuali e entrate eccessive . Il Barça
ha cercato di spostarsi da un lato
all’altro, mantendo possesso palla forte del
vantaggio,alla fine ha ripiegato in attesa
del Real .Il chiaro scopo era quello di
evitare inutili pericoli e mantenere il
vantaggio dalla propria parte.
Mou inizia la sua strategia di comportamento
e anche quella tattica. Inizia a mandare in
campo forze fresche come Kaka che dal nulla
mette dentro un pallone, su calcio d’angolo,
che si tramuta nel gol di Benzema, complice
di vari rinvii sbagliati da parte di Adriano
&co : 2-2 ed ora è tutto da rifare per il
Barça. Paradossalmente negli ultimi minuti
di gara il Real cerca anche il gol del KO ma
accade il contrario: ancora Messi emerge
sopra le battaglie, i duelli, i falli, le
diatribe, e porta il 3-2 dalla parte
blaugrana. Poi iniziano ancor di più i
duelli all’ultimo”uomo” e non a caso
iniziano ad uscire cartellini rossi dal
taschino dell’arbitro.
La partita si è trafserita nel fango. Però
non dobbiamo dimenticare e sottovalutare
l’esordio di Fabregas, una stella tra le
stelle in un centrocampo da firmamento.Il
Rela Madrid è stato migliore, in entrambi i
match, ma Messi fa sempre la differenza e
per il Real un work in progress che fa ben
sperare per i tituli della stagione. Messi
ha fatto da solo il punteggio, cinque gol in
due partite, dove ha messo sempre in qualche
modo il suo zampino. Messi, ancora una volta
operato il miracolo. La fine del gioco, per
come è finita è da no comment. Ma alla fine
si sa, quello che conta è il risultato. |
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