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Classificazione
Sono sostanze organiche necessarie, anche se in piccole quantità,
per le reazioni metaboliche generali, per l'accrescimento ed il
normale livello di efficienza dell'organismo. Le vitamine possono
essere liposolubili (solubili nelle sostanze grasse e nei solventi)
e idrosolubili (solubili in acqua).
| Vitamine liposolubili
Comprendono:
la vitamina A, la vitamina D, la vitamina E e la vitamina K
| Vitamine idrosolubili
Sono idrosolubili le vitamine del complesso B (vitamina B1, vitamina
B2, vitamina B6 , vitamina B12, l'acido pantotenico, l'acido folico,
la biotina, la colina, la vitamina PP o acido nicotinico) e la
vitamina C.
Hanno notevole importanza come fattori coenzimatici di molti sistemi
indispensabili alla vita dell'organismo.
La loro idrosolubilità le rende facilmente assorbibili
dall'intestino e sono, almeno in parte, sintetizzate dalla flora
batterica intestinale..
| Vitamina A
Azione fisiologica
Ha azione protettiva delle mucose e degli epiteti in genere di cui
protegge l'integrità, concorrendo a potenziarne il valore di
barriera alle infezioni.
La vitamina A inoltre favorire la crescita, favorendo lo sviluppo
scheletrico.
Fonti alimentari
La vitamina A si trova nelle percentuali più elevate negli oli di
fegato di pesce e nel fegato di animali. Buoni quantitativi si hanno
nelle uova. Nei vegetali (verdura e frutta) i carotenoidi sono
abbondanti in quelli a pigmentazione gialla, verde scura o rossa (ad
esempio, pomodori).
Il fabbisogno
L'unità di misura della vitamina A sono i retinolo equivalenti: RE.
1 RE = 1 microgrammo di retinolo = 6 microgrammi di ß-carotene
(Se si esprime in Unità internazionali (IU) la relazione è la
seguente: 1 RE = 3,33 IU)
Il livello raccomandato di assunzione di vitamina A dal LARN (1996)
è di 700 RE / giorno per gli adulti maschi e 600 RE/giorno per le
femmine.
Nel caso di donna incinta il livello raccomandato deve essere
aumentato di 350 RE / giorno.
Carenze
Come manifestazioni carenziali si hanno alterazioni degli epiteli
cutanei, che vanno incontro a fenomeni di ipercheratinizzazione.
Alterazioni del trofismo epiteliale possono interessare anche gli
epiteli dell'apparato respiratorio, digerente, renale e sessuale.
Una tipica manifestazione carenziale a carico dell'occhio è la
xeroftalmia, caratterizzata da secchezza dell'epitelio congiuntivale
e corneale, opacamento della cornea ed atrofia delle ghiandole
lacrimali. Un sintomo iniziale di carenza è quello della diminuzione
della "visibilità" in scarsità di luce. La vitamina A è anche un
fattore dell'accrescimento; se carente, si ha l'arresto dello
sviluppo scheletrico.
Chimica e attività biologica
La vitamina A è un alcool polienico, con doppi legami nella catene
laterale (retinolo).
Si trova nelle percentuali più elevate negli oli di fegato di pesce.
I vegetali contengono invece delle protovitamine (sostanze che
vengono trasformate in vitamina A dall'organismo).
L'attività biologica della vitamina A è dovuta sia al retinolo sia
alle molecole note come carotenoidi, di origine vegetale, che
possiedono attività provitaminica (il più diffuso dei quali è il
beta-carotene). L'efficacia dei carotenoidi è inferiore a quella
della vitamina, pertanto il loro fabbisogno è più elevato.
La trasformazione delle provitamine A in vitamina A avviene nelle
cellule dell'intestino ed è proporzionale alle necessità
dell'organismo. Circa il 10% dei caroteni viene trasformato a
livello intestinale in acido retinoico, che è privo di funzioni
sulla visione o sulla riproduzione. Il retinolo viene trasportato in
circolo dalla proteina legante il retinolo di origine epatica.
La vitamina A ha un'azione trofica sulle mucose e sugli epiteli in
genere.
| Vitamina D
Cos'è
La vitamina D si trova in due forme: una endogena, ovvero di
produzione interna, e deriva dal colesterolo e una di assunzione
esterna che è presente nei vegetali. Le due forme hanno simile
attività nell'uomo, per cui si usa comunemente il termine Vitamina
D.
Azione fisiologica
La vitamina D, trasportata dal sangue al fegato, li si trasforma in
funzione del fabbisogno di calcio e fosforo dell'organismo.
La funzione della vitamina D è di stimolare l'assorbimento a livello
intestinale del calcio e del fosforo, il riassorbimento renale e
dall'osso del calcio e contribuisce, con l'ormone paratiroideo, a
regolare i livelli plasmatici del calcio.
Fonti alimentari
L'olio di fegato di merluzzo ne contiene una quantità elevatissima
(210 microgrammi/100g), ma non viene di norma consumato; i pesci,
specialmente quelli grassi, ne contengono una certa quantità
(salmone, aringa, ecc.) (fino a 25 microgrammi /100 g), tra le carni
solo il fegato ne contiene un po' (0,5 microgrammi /100g), i
derivati del latte ne contengono: il burro (fino a 0,75 micrigrammi/100g)
e i formaggi grassi (fino a 0,5 microgrammi/100g) mentre le uova ne
contengono circa 1,75 microgrammi/100g.
Il fabbisogno
L'esposizione alla luce solare è normalmente sufficiente affinché ci
sia una adeguata produzione interna di vitamina D negli adulti per
coprire le richieste dell'organismo; perciò non è necessario
assumere tale vitamina con la dieta. Negli anziani la sintesi
endogena è minima e un apporto di 10 microgrammi /giorno è
raccomandato.
Carenze
In forma lieve si evidenza una diminuita concentrazione nel siero di
calcio e fosforo, in forme gravi si può arrivare al rachitismo,
debolezza muscolare e deformazioni delle ossa.
In caso di assunzione esterna di vitamina D si consiglia di non
superare il livello massimo di 50 microgrammi/giorno. (Commission of
the European Community 1993).
Chimica e attività biologica
La forma endogena viene sintetizzata dall'organismo dal 7- deidro-
colesterolo e convertito nella pelle a pro-vitamina D per azione
della luce solare. La vitamina D può essere sintetizzata e
accumulate nei mesi estivi cosi da mantenere un adeguato livello
della forma idrossilata anche nei mesi invernali; se invero la
sintesi endogena risulta insufficiente è necessario un apporto di
vitamina D con la dieta o con integratori alimentari. Per svolgere
la sua attività biologica la vitamina D deve modificarsi
chimicamente (idrossilazione).
| Vitamina E
Cos'è
La vitamina E si trova in natura in otto forme di cui la più
importante è l'alfa-tocoferolo. (Le altre forme contribuiscono
scarsamente alla quantità di vitamina E assunta con la dieta).
Azione fisiologica
L'assorbimento della vitamina E avviene a livello dell'intestino
tenue mediante un processo di diffusione passiva che richiede
l'azione degli acidi biliari. L'azione biologica della vitamina E è
dovuta principalmente alle sue proprietà antiossidanti
Fonti alimentari
La vitamina E si trova nei semi in generale, in alcuni cereali,
nella frutta e negli oli vegetali.
Nell'olio di oliva e di semi di girasole e presente nella forma che
ha maggiore attività biologica, nell'olio di soia si trova la forma
con un'attività biologica inferiore.
La cottura degli alimenti comporta generalmente perdite rilevanti,
così come nei processi di raffinazione degli oli. Ne consegue che
l'olio extra-vergine di oliva crudo è un alimento consigliato per
favorire l'apporto di vitamina E.
Il fabbisogno
Il fabbisogno di vitamina E è strettamente legato all'apporto di
altri nutrienti, in particolare gli acidi grassi poliinsaturi e da
altri composti. Considerando che i consumi medi di grassi
poliinsaturi nella popolazione italiana sono intorno a 20 g/giorno,
il LARN suggerisce un livello raccomandato intorno agli 8 mg/giorno.In
ogni caso non devono scendere al di sotto dei 3 mg/giorno per le
donne e 4 mg/giorno per gli uomini (Commission of the European
Community 1993). Carenze
Le situazioni di carenza sono molto rare in quanto la maggior parte
delle diete ne contengono quantità adeguate. I sintomi di carenza si
manifestano perciò normalmente soltanto in individui con difetti
metabolici, individui che non riescono ad assorbirla. In caso di
carenza prolungata si sviluppano disturbi neurologici che possono
coinvolgere il sistema centrale e periferico, la retina e i muscoli.
Per quanto riguarda la tossicità ad alti dosaggi, si è constatato
che soltanto oltre 2000 mg/giorno alcuni soggetti mostrano dei
disturbi e soprattutto a livello intestinale.
| Vitamina K
Azione fisiologica
La vitamina K ha attività antiemorragica e favorisce la coagulazione
del sangue
Fonti alimentari
Ne sono ricchi gli ortaggi a foglia verde (spinaci, lattuga,
broccoli e cavoli), mentre quantità meno rilevanti si trovano nei
cereali, nella carne e nei prodotti lattiero caseari.
Il fabbisogno
Non è facile determinare il fabbisogno di vitamina K, il LARN ne
raccomanda un apporto minimo di 1 microgrammo/giorno di peso
corporeo, apporto che è normalmente fornito da una normale dieta
mista.
Carenze
La carenza di vitamina K non è frequente in quanto l'uomo, oltre a
introdurla con gli alimenti, la sintetizza nell'intestino a opera di
batteri ivi presenti. Le principali cause di carenza sono da
imputarsi alla somministrazione di farmaci (sulfamidici,
antibiotici) aventi la capacità di interferire con i batteri
intestinali e a un inadeguato assorbimento intestinale, come può
verificarsi per assenza di bile o in altre situazioni di cattivo
assorbimento dei lipidi.
La deficienza di vitamina K determina una sindrome emorragica a
cause dell'inadeguata sintesi dei fattori della coagulazione del
sangue. I segni clinici vanno da lievi ecchimosi a emorragie, anche
fatali. I primi sintomi sono l'allungamento dei tempi di
coagulazione.
Chimica
Con il termine di vitamina K viene indicato un numero elevato di
sostanze naturali e/o sintetiche contenenti la molecola
2-metil-1,4-naftochinone. Le principali vitamine presenti in natura
sono la K1, (fillochinoni) che è la forma prevalente nella dieta e
la K2 (menachinoni).
La vitamina K1 è sintetizzata dalle piante verdi mentre la vitamina
K2 è sintetizzata da alcuni batteri.
| Vitamina B1
Azione fisiologica
La vitamina B ha un ruolo essenziale nella bioenergetica cellulare,
dal momento che è coinvolta nei processi di metabolismo dei glucidi
Fonti alimentari
La tiamina è molto diffusa negli alimenti di origina animale e
vegetale. Nei vegetali ve ne è una quantità maggiore, in particolare
nei cereali, dove si trova soprattutto nel germe e nella crusca. Una
grande quantità di vitamina B1 viene persa durante la cottura: nei
legumi circa il 40%, nelle carni circa il 30%, nelle uova il 25% e
nei cereali il 10%.
Il fabbisogno
I livelli raccomandati dal LARN sono: 0,4 mg/1000kcal con un minimo
di 0,8 mg/giorno nel caso di diete al di sotto delle 2000 kcal /
giorno.Ciò è dovuto al fatto che la tiamina (vitamina B1) è
principalmente coinvolta nel metabolismo energetico.
Carenze
La deficienza di tiamina provoca dei disturbi nel metabolismo dei
carboidrati. Deficienze croniche di vitamina B1 portano alterazioni
del sistema nervoso, del sistema cardiovascolare e dell'apparato
gastroenterico. In caso di apporto elevato, l'eccesso viene
rapidamente escreto nelle urine.
Chimica
La molecola della tiamina è costituita da un anello pirimidinico e
da un anello tiazolico legati da un ponte metilenico.
| Vitamina B2 Riboflavina
Azione fisiologica
La Riboflavina viene assorbita nell'intestino tenue, si lega alle
proteine plasmatiche e trasportata nel fegato e in altri tessuti, si
trasforma in coenzima Flavinmono nucleotide (FMN) e
Flavindinucleotide (FAD) intervenendo in reazioni di ossidoriduzione
importanti
Fonti alimentari
E' molto diffusa sia negli alimenti di origine vegetale che animale.
Vegetali a foglia verde, lievito di birra, fegato, reni e cuore di
più animali, uova e latte sono ricchi di vitamina B 2. E'
idrosolubile, quindi l'uso eccessivo di acqua o la cottura
prolungata dei vegetali ne determinano una notevole perdita.
Il fabbisogno
Viene calcolato sulla base delle calorie introdotte a causa del
ruolo della vitamina B2 nel metabolismo energetico.0,6 mg.\1000
Kcal. è il livello raccomandato per una corretta alimentazione.
Carenze
La carenza di Riboflavina , rara nel nostro Paese, determina un
arresto della crescita, dermatiti, alterazioni angolari delle labbra
e patologie oculari. L'eccesso di vitamina B2 viene eliminato con le
urine
| Vitamina B6
La parte metabolicamente attiva della vitamina è composta dagli
esteri fosforici della piridossina, del piridossale e della
piridossamina, che partecipano al metabolismo dei glucidi e degli
acidi grassi essenziali, degli aminoacidi e di sostanze azotate con
reazioni di transaminazione, decarbossilazione e racemizzazione. La
vitamina B6 contenuta negli alimenti viene assorbita nell'intestino
tenue.
Azione fisiologica
Interviene nel metabolismo degli aminoacidi e perciò contribuisce
alla buona utilizzazione delle proteine introdotte con gli alimenti.
La vitamina B6 è anche coinvolta in alcune reazioni del metabolismo
dei glucidi e dei grassi.
Fonti alimentari
In natura è presente sia negli alimenti di origine vegetale
(cereali, legumi, ortaggi ) che animale e derivati (fegato, rene,
uova, latte, formaggio ). E' sintetizzata anche dalla flora
intestinale.
Il fabbisogno
Il livello di assunzione, calcolato in base a un apporto proteico
del 15% con la dieta, è di 1,5 mg per 100 g di proteine alimentari.
Carenze
Il deficit di vitamina B6 è raro e può causare irritabilità, crampi
muscolari e convulsioni. L'ipervitaminosi determina una neuropatia
sensoriale periferica
Chimica
Il termine vitamina B6 comprende tre composti: la piridossina, il
piridossale e la piridossamina. La parte metabolicamente attiva
della vitamina è composta dagli esteri fosforici della piridossina,
del piridossale e della piridossamina, che partecipano al
metabolismo dei glucidi e degli acidi grassi essenziali, degli
aminoacidi e di sostanze azotate con reazioni di transaminazione,
decarbossilazione e racemizzazione.. La vitamina B6 contenuta negli
alimenti viene assorbita nell'intestino tenue.
| Vitamina B12
Azione fisiologica
Esercita un'azione protettiva contro alterazioni del metabolismo
proteico.
Fonti alimentari
La vitamina B12 è presente in dose minima in tutti gli alimenti di
origine animale, tranne che nel fegato che ne è ricco. E' assente
nei vegetali.
Il fabbisogno
Il livello medio di assunzione nell'adulto è di 2 mg/giorno. Questa
quantità aumenta del 20% in gravidanza e del 50% durante
l'allattamento.
Carenze
La carenza di vitamina B 12 è dovuta a uno scarso assorbimento
legato a un deficit del fattore intrinseco (una glicoproteina
prodotta dalla mucosa gastrica) che si ha in presenza di lesioni
gastriche, di condizioni congenite e di anticorpi anti-fattore
intrinseco nel succo gastrico. Il sintomo più importante è l'anemia
macrocitica megaloblastica. Situazioni di eccessivo consumo come
l'allattamento o la gravidanza.
Chimica
Ha una struttura complessa nella quale un atomo di cobalto
trivalente collega un acido esacarbossilico ad un nucleotide
| Vitamina B12
Acido pantotenico
La vitamina è il precursore del coenzima A, che è determinante per
il metabolismo dei carboidrati, degli aminoacidi e degli acidi
grassi.
Fonti alimentari
L'acido pantotenico è largamente distribuito negli alimenti vegetali
e animali.
Il fabbisogno
Il livello d' assunzione adeguato è compreso tra 3 - 12 mg /giorno.
Carenze
Data la diffusione della vitamina in natura la deficienza è rara ed
da rapportarsi a gravi mancanze alimentari o ad alterazioni dell'
assorbimento intestinale. Non si hanno fenomeni di ipervitaminosi,
perché la vitamina in eccesso è eliminata con le urine fino a 7 mg
/giorno.
| Acido pantotenico
La vitamina è il precursore del coenzima A, che è determinante per
il metabolismo dei carboidrati, degli aminoacidi e degli acidi
grassi.
Fonti alimentari
L'acido pantotenico è largamente distribuito negli alimenti vegetali
e animali.
Il fabbisogno
Il livello d' assunzione adeguato è compreso tra 3 - 12 mg /giorno.
Carenze
Data la diffusione della vitamina in natura la deficienza è rara ed
da rapportarsi a gravi mancanze alimentari o ad alterazioni dell'
assorbimento intestinale. Non si hanno fenomeni di ipervitaminosi,
perché la vitamina in eccesso è eliminata con le urine fino a 7 mg
/giorno.
| Biotina
E' una vitamina idrosolubile del gruppo B contenente zolfo. Svolge
un ruolo fondamentale nel metabolismo ed in particolare è un
coenzima in diverse carbossilasi
Fonti alimentari
La biotina è introdotta esclusivamente con gli alimenti. Fonti
naturali di Biotina sono le carni di bue, vitello, maiale, agnello e
pollo, cavolfiore, funghi, carote, pomodori, spinaci, fagioli,
piselli secchi, mele, latte umano e vaccino, pesci, uova e formaggi.
Il fabbisogno
Non esistono informazioni sufficienti per stabilire il livello di
assunzione raccomandato (LARN). Il livello medio di assunzione
europeo è compreso fra 15 e 100 microg /giorno.
Carenze
Il deficit di Biotina, estremamente raro, si manifesta con
alterazioni a carico della cute (desquamazioni). Un eccessivo
consumo di uova crude o alla coque può determinare ipovitaminosi in
quanto l'albume contiene una proteina che rende indisponibile la
biotina, impedendone l'assorbimento intestinale.
| Vitamina PP (Niacina)
Azione fisiologica
Con il termine vitamina PP (Niacina) vengono indicati l'acido
nicotinico e la nicotinamide. La niacina, introdotta nella dieta
sotto forma di coenzimi NAD e NADP partecipa a numerose reazioni di
ossidoriduzione, nella sintesi di acidi grassi e di aminoacidi.
Fonti alimentari
La vitamina PP è presente negli alimenti di origine animale
(muscolo, pesce, fegato), nei legumi, nella frutta e nel lievito.
L'acido pantotenico è largamente distribuito negli alimenti vegetali
e animali.
Il fabbisogno
La sintesi endogena di Vitamina PP (niacina), a partire dalla
quantità di aminoacido essenziale ( Triptofano) assimilabile con la
dieta , è sufficiente al fabbisogno normale. In un adulto che segue
una dieta da 2000 Kcal il livello di niacina assunta è di 13 mg, che
salgono a 20 mg con una dieta da 3000 Kcal.
Carenze
La dieta con insufficiente apporto di niacina porta nel tempo
all'insorgere di una malattia chiamata "pellagra" che si manifesta
con dermatite generalizzata, manifestazioni neurologiche (demenza) e
dell'apparato digerente (diarree). Un' eventuale ipervitaminosi
(maggiore di 500 mg/giorno) provoca danni epatici, vasodilatazione
con conseguente ipotensione.
Con il termine vitamina PP vengono indicati l'acido nicotinico e la
nicotinamide.
| Vitamina C
Azione fisiologica
Regola il potenziale di ossidazione della cellula per la sua
capacità di passare da forma ridotta (acido ascorbico) a forma
ossidata (acido deidroascorbico) in equilibrio reciproco e con
processo reversibile. Favorisce la formazione del collagene, di
adrenalina, regola la resistenza e la permeabilità dei capillari.
Interviene nei processi di difesa cellulare inattivando i radicali
liberi dell'ossigeno favorendo l'azione antiradicalica della
vitamina E. Favorisce l'assorbimento intestinale del ferro. La
vitamina C, presente nell'adulto in quantità di circa 1500 mg., è
assorbita nella mucosa dello stomaco e dell'intestino.
Fonti alimentari
Agrumi, peperoni, pomodori, kiwi e verdure a foglia verde sono
ricchi di vitamina C se consumati freschi. Bisogna evitare lavaggi
con quantità eccessive di acqua (che possono determinarne una
perdita fino al 75 %) e cotture non troppo prolungate, essendo
questa vitamina idrosolubile e facilmente degradabile, perché
instabile al calore e all'ossigeno dell'aria.
Il fabbisogno
Il livello raccomandato di assunzione della vitamina C con la dieta
mediterranea è di 60 mg /giorno sia nella donna che nell' uomo in
condizioni di normalità. Un aumento del fabbisogno si ha in
gravidanza ( + 10 mg /giorno ), durante l' allattamento ( + 30 mg
/giorno ), negli stati febbrili, nelle malattie infettive e
raddoppia nei fumatori.
Carenze
La carenza di vitamina C, praticamente inesistente nei paesi
industrializzati, quando è in forma grave determina lo "scorbuto",
quadro morboso caratterizzato da fragilità capillare diffusa con
possibilità di emorragie. Un livello plasmatico ottimale di vitamina
C garantisce una buona protezione dell' organismo contro gli
attacchi ossidativi.In caso di ipervitaminosi si hanno disturbi a
livello gastrointestinale dovuti all'acidità. |