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Coupe de France -
Lille, cinquantasei anni dopo |
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Data
inserimento nel sito: 21 Maggio 2011 |
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Quando il LOSC
travolgeva per 5-2 il
Bordeaux aggiudicandosi
la quinta Coupe de
France della sua storia
correva l'anno 1955, il
Paris Saint-Germain non
esisteva ancora e le
finali di coppa non si
giocavano a Saint-Denis
ma al mitico Stade
Olympique Yves-du-Manoir
di Colombes, periferia
nord-ovest di Parigi,
già teatro di eventi
come i Giochi Olimpici
1924 e la finale del
Mondiale di calcio 1938.
Sono dovuti passare
cinquantasei anni prima
che il trofeo tornasse a
Lille, in un ponte
ideale tra due epoche,
tra le immagini in
bianco e nero di una
lontana età dell'oro ed
un futuro a colori
perfettamente incarnato
dal Grand Stade, il
gioiello ultramoderno
che sarà inaugurato
l'anno prossimo e che
diventerà la nuova casa
del club; un ponte che
si erge a testimonianza
di come rivivere i fasti
di un passato glorioso
non sia necessariamente
utopia per una società
con risorse limitate, a
condizione di avere alle
spalle un progetto
solido e pianificato a
tavolino. Il
popolo dei Dogues che al
fischio finale di Turpin
invade in
un'impressionante e
festosa marea rossa le
piazze e le strade della
capitale delle |
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Fiandre francesi ha
infatti piena coscienza
che quello dei propri
beniamini non è un
exploit estemporaneo, ma
il frutto tangibile di
una crescita costante
negli anni, che ha avuto
il suo impulso decisivo
con l'insediamento
dell'attuale presidente
ed azionista di
maggioranza Michel
Seydoux nel 2002.
Dal 2000, anno della
risalita dalla Ligue 2,
il Lille è stato uno dei
soli otto club sempre
presenti nella massima
serie e ha conquistato
per tre volte -nel
2001-02, 2005-06,
2006-07- un piazzamento
utile per disputare la
Champions League, fino
ad arrivare ad oggi e
all'accesso diretto alla
fase a gironi della
prossima edizione messo
al sicuro con largo
anticipo. Ha avuto la
lungimiranza di porre
con tempismo le basi per
la costruzione del nuovo
stadio e nel frattempo,
nel 2007, ha inaugurato
l'innovativa ed
efficiente struttura di
Luchin, che ospita il
centro di allenamento
della prima squadra ed
il centro di formazione.
"E' stata un'emozione
particolare vedere il
club crescere insieme a
me...ricordo ancora
quando ci allenavamo fra
le rovine di vecchi
edifici in mattoni"
raccontava pochi mesi fa
a France Football Cabaye,
uno dei perni della
squadra di Garcia,
arrivato qui da
adolescente.
"L'obiettivo era di
essere competitivi per
il titolo nell'anno
dell'inaugurazione del
Grand Stade, quindi
siamo in anticipo sui
tempi" ha confidato un
dirigente "Adesso la
nostra nuova sfida è
quella di riuscire a
confermarci ad alti
livelli in Francia e ad
acquisire anche uno
status internazionale,
facendo in modo che la
partecipazione alla
Champions League diventi
una costante".
Nella progressione
regolare dell'ultimo
decennio ha avuto
certamente un ruolo
determinante la saggia
politica di una società
che ha avuto fiuto nella
scelta degli allenatori
ma anche pazienza nel
lasciarli lavorare in
tranquillità, come si
evince dalla
constatazione che in
nessun altro club di
Ligue 1 dal 1998 ad oggi
si sono avvicendati in
panchina solo tre
tecnici: Vahid
Halilhodzic, Claude Puel
e adesso Rudi Garcia,
origini spagnole e una
dichiarata attrazione
per la Liga e per un
calcio offensivo basato
su principi di possesso
palla e movimento
collettivo, l'architetto
che sulle basi edificate
dai propri predecessori
ha saputo costruire una
realtà solida con ampie
concessioni
all'estetica.
Il pareggio di domenica
dell'Olympique Marseille
al Moustoir, l'infido
campo del Lorient dove
non ha vinto nessuna
della prime cinque della
classifica, fa sì che
mercoledì sera il LOSC
abbia un'occasione unica
per mettere più di
un'ipoteca anche sul
titolo, visto che
battendo il Sochaux allo
Stade Nord Lille
Métropole si
ritroverebbe con sei
punti di vantaggio sulla
seconda a due giornate
dalla fine : in attesa
di scoprire se i ragazzi
di Garcia riusciranno
davvero nell'impresa,
riportando in vita
un'altra leggenda del
passato nordista, quella
degli eroi del doublé
del 1946, è bello che
nella bacheca di
Camphin-en-Pévèle faccia
bella mostra di sè la
sesta Coupe de France,
meritato riconoscimento
per l'eccellente lavoro
di anni e suggello di
una stagione comunque da
incorniciare.
Nella serata dello Stade
de France il Lille ha
intanto dato un segnale
significativo,
dimostrando di essere in
grado di gestire
mentalmente la pressione
di un appuntamento
importante e confermando
di saper vincere
all'occorrenza senza
troppi fronzoli: alla
vigilia ci si attendeva
spettacolo tra la
squadra che ha più volte
tirato in porta e quella
che più spesso ha
centrato lo specchio, il
PSG di Kombouaré, ma
come spesso avviene in
una finale la partita ha
finito per assomigliare
più a una sfida di
scacchi, giocata
principalmente sulla
tenuta fisica e nervosa;
e come spesso avviene in
una finale, a far
pendere l'ago della
bilancia da una parte è
stato un episodio,
giunto in maniera
piuttosto casuale quando
ci si preparava ormai al
logico epilogo dei
supplementari.
Decisiva l'intuizione di
Garcia che, in un
contesto tattico
difficile nel quale le
velleità offensive di
Hazard e Sow sono state
quasi subito soffocate,
ancora una volta ha
tirato fuori dal
cilindro Ludovic
Obraniak, che peraltro
aveva già messo la sua
firma su questa coppa
con due assist decisivi
ai sedicesimi contro il
Wasquehal ed in
semifinale contro l'OGC
Nice, oltre ai due
rigori impeccabilmente
trasformati nella
lotteria finale dal
dischetto con cui il
Lille ha eliminato il
Nantes agli ottavi ed il
Lorient ai quarti: a tre
minuti dalla fine del
tempo regolamentare, su
un calcio di punizione
decentrato dal lato
destro dell'area, il
franco-polacco trovava
una superba traiettoria
a giro che Coupet, alla
sua ultima finale,
valutava male e vedeva
beffardamente infilarsi
nell'angolino alto alle
sue spalle.
"Era importante
conquistare almeno un
trofeo", racconta il
giorno dopo Obraniak
all'Equipe "Si sentono
tante belle cose sul
nostro conto, ma se non
avessimo vinto nulla,
nessuno si sarebbe
ricordato di noi. Oggi
siamo nell'albo d'oro
del Lille e per tutti
saremo quelli che hanno
vinto dopo cinquantasei
anni" . Nato e cresciuto
in Francia, Ludovic ha
scelto di difendere i
colori della nazionale
polacca in omaggio alle
origini del nonno
paterno, ed in un
momento in cui il
famigerato scandalo
delle quote in seno alla
FFF ha reso
incandescente il
dibattito sui
binazionali allevati nei
centri di formazione
francesi, si preoccupa
di lanciare un messaggio
distensivo: "Penso che
la Francia debba essere
fiera di formare così
tanti nazionali, a
prescindere dalla
bandiera sotto la quale
un giorno giocheranno".
Merita infine l'onore
delle armi il Paris-SG,
che si è mostrato
tutt'altro che inferiore
ed anzi complessivamente
si è procurato le
chances migliori per
vincere, ma ha pagato
una volta di più le
croniche pecche
evidenziate in
campionato, quelle
stesse che hanno finito
per tagliarlo fuori
anzitempo dalla lotta al
vertice: qualche
incertezza di troppo dei
suoi portieri e
soprattutto la
difficoltà a tradurre in
gol e punti la grossa
mole di occasioni
puntualmente creata. Per
il club della capitale,
indiscusso protagonista
della storia recente
della Coupe de France, i
buoni risultati in
questa competizione sono
spesso stati la foglia
di fico dietro la quale
nascondere ripetute
annate fallimentari;
paradossalmente, non
riesce a vincere il
trofeo proprio nella
stagione in cui ha
mostrato le cose
migliori, ma deve
metabolizzare in fretta
la delusione e
rituffarsi con rinnovata
determinazione in
campionato, perché
mercoledì sera c'è il
Bordeaux e la
possibilità di sublimare
quanto di buono fatto
fin qui strappando il
terzo posto ed il
prelilminare di
Champions League ad un
Lyon che sembra ormai
sull'orlo di una crisi
di nervi. |
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PSG - LOSC : 0-1
Finale Coupe de France
2011
Sabato 14 maggio 2011,
h.20.45
Stade de France
PSG: Coupet - Ceara,
Sakho, Camara, Tiéné -
Makélélé (Cap) (Clément,
48’), Bodmer (Erding,70’),
Chantôme, Giuly (Traoré,
90’), Nenê - Hoarau.
Panchina : Edel (p),
Armand, Makonda,
Bahebeck.
Allenatore : Antoine
Kombouaré
LOSC : Landreau -
Debuchy, Rami, Chedjou,
Béria – Gueye (De Melo,
62’), Mavuba (Cap),
Cabaye – Hazard (Dumont,
88’), Sow (Obraniak,
79’), Gervinho.
Panchina : Mouko (p),
Rozehnal, Emerson.
Allenatore : Rudi Garcia
Marcatore : Obraniak
(87’) per il Losc.
Arbitro: Clément
Turpin
Ammoniti : Nenê (43’),
Tiéné (86’) per il Paris
SG.
Clément Turpin,
ventinove anni, ha
esordito in Ligue 1 a
soli ventisei anni ed è
stato il primo arbitro a
dirigere una finale di
coppa a meno di
trent'anni . E'
considerato uno dei
migliori arbitri
francesi ed apprezzato
dai giocatori per la sua
attitudine al dialogo. |
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Lille, tutti i
protagonisti della
finale |
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Secondo un'inchiesta
effettuata dalla società
di consulenza
finanziaria Kurt Salmon,
se si prendono in
considerazione le prime
in classifica dei sei
campionati del ranking
europeo, il Lille è di
gran lunga il club con
il budget più basso a
disposizione, 55
milioni, dunque oltre
sette budget di
differenza con il
Barcellona (*).
L'acquisto più caro è
quello di Gervinho,
costato 6 milioni ed il
cui valore di mercato
adesso è più che
raddoppiato; colpisce
constatare come per la
seconda miglior difesa
della Ligue 1 non sia
stato speso un solo
euro, tra giocatori
arrivati a parametro
zero ed altri formati al
club.
Oltre ad una breve
presentazione, per
ognuno dei protagonisti
che hanno giocato allo
Stade de France ecco di
seguito la cifra spesa
dal Lille per
acquistarli ed il valore
di mercato attuale.
Mickaël Landreau
- portiere, classe 1979,
Francia
Una sicurezza tra i pali
ed uno dei pilastri
dello spogliatoio.
Undici presenze con la
maglia dei Bleus, è uno
dei pochissimi elementi
della squadra a poter
vantare già diversi
trofei nel proprio
palmarés, tra cui il
titolo di campione di
Francia 2001 col Nantes.
E' il portiere ad aver
esordito più
precocemente in Ligue 1,
in Bastia-Nantes 0-0
dell'ottobre 1996,
quando aveva appena 17
anni e 4 mesi, e sogna
di eguagliare il record
di longevità di Ettori,
602 presenze in L1:
intanto ha superato il
traguardo delle 500,
appannaggio di soli
diciotto giocatori nella
storia.
Arrivato nel 2009 dal
PSG per 1,1 milioni,
scadenza 2014, valore
mercato 4 milioni.
Mathieu Debuchy -
difensore, classe 1985,
Francia
Ragazzo nato nella
regione e con i colori
del Lille nel DNA, visto
che anche il nonno ha
giocato nelle giovanili
del club. Esterno destro
difensivo che da junior
ha fatto il
centrocampista e
l'attaccante e che
Garcia impiega quindi
occasionalmente anche
sulla destra del
centrocampo.
Soprannominato dai
compagni "Robocop" e
"Terminator" per le
grandi qualità fisiche e
mentali che gli hanno
consentito spesso di
giocare sul dolore e di
recuperare rapidamente
dai tanti infortuni che
lo hanno tormentato nel
corso della carriera,
tra i quali due rotture
dei legamenti crociati
delle ginocchia. Otto
presenze nelle selezioni
giovanili francesi.
Formato al club,
scadenza 2015, valore di
mercato 6 milioni.
Adil Rami -
difensore, classe 1985,
Francia/Marocco
Saluta Lille da
vincitore e va a
misurarsi con la Liga
spagnola, nel Valencia
che l'ha acquistato
nella sessione invernale
di mercato lasciandolo
in prestito al suo
vecchio club fino a fine
stagione. Giocatore di
grande temperamento, con
Chedjou forma al centro
della difesa un duo
complementare e dalle
ottime qualità
fisico-atletiche. Nato a
Bastia da una famiglia
di origini marocchine,
ha scelto i Bleus e
Blanc ne ha fatto uno
dei pilastri della sua
ricostruzione,
schierandolo sempre
titolare in coppia con
Mexès.
Arrivato nel 2006 dal
Fréjus Saint-Raphaël a
parametro zero, già
ceduto al Valencia per 5
milioni.
Aurélien Chedjou
- difensore, classe 1985
Camerun/Francia
Nato come centrocampista
difensivo, ruolo in cui
l'abbiamo visto anche al
Mondiale sudafricano con
la maglia del Camerun,
già in passato veniva
all'occorrenza arretrato
al centro della difesa
ma faceva capire di non
gradire particolarmente.
In seguito, si è reso
conto che a centrocampo
sarebbe stato chiuso da
Mavuba e si è adattato
di buon grado alla nuova
posizione, che gli ha
consentito di ottenere
lo status di titolare
indiscutibile e dalla
quale si concede spesso
la licenza di partire
palla al piede verso la
metà campo avversaria.
Arrivato nel 2007 dal
Rouen a parametro zero,
scadenza 2015, valore di
mercato 6 milioni.
Franck Béria -
difensore, classe 1983,
Francia
Tra i meno reclamizzati,
di lui si parla in modo
inversamente
proporzionale
all'utilità alla causa.
Origini malgasce, è un
difensore polivalente
che nasce come esterno
destro, si è imposto nel
Lille di Garcia come
esterno sinistro ed in
caso di necessità ha
giocato anche al centro
della difesa e persino a
centrocampo. E'
cresciuto nel Metz
insieme ad Obraniak e
con il club loreno i due
hanno vinto la Coupe
Gambardella nel 2006.
Arrivato nel 2007 da
Metz a parametro zero,
scadenza 2015, valore di
mercato 4 milioni.
Rio Mavuba -
centrocampista, classe
1984, Francia/Angola
Il capitano e
l'insostituibile vertice
basso del triangolo di
centrocampo: è
l'elemento che assicura
l'equilibrio di tutta la
squadra e la distanza
tra i reparti, oltre ad
aggressività nel
pressing, velocità,
resistenza, precisione
nei passaggi. Nato in
mare su una barca di
profughi partita
dall'Angola durante la
guerra del 1984 e
diretta in Francia, è
cresciuto
calcisticamente nel
Bordeaux con cui ha
vinto una Coupe de la
Ligue nel 2007 prima di
trasferirsi senza troppo
fortuna in Spagna.
Qualche presenza con la
maglia dei Bleus.
Arrivato nel 2008 dal
Villareal per 4,5
milioni, scadenza 2015 ,
valore di mercato 6
milioni.
Idrissa Gana Gueye
- centrocampista, classe
1989, Senegal
La sorpresa del finale
di stagione, prezioso
per sopperire
all'infortunio di
Balmont. E' il primo
giocatore proveniente
dall'Accademia
senegalese di Diambars a
giocare in Ligue 1:
arrivato nel 2008 con
Puel, ha esordito l'anno
scorso in Coupe de
France contro il Colmar
e si è rivisto
quest'anno in Europa
League a Gent, prima di
debuttare anche in
campionato a novembre
contro il Caen. In gran
progresso, molto
positivo nella vittoria
di Saint-Etienne con cui
il LOSC ha fatto un
notevole passo avanti
verso il titolo, ad
ottime doti di anticipo
e di recupero unisce una
buona tecnica. Arrivato
nel 2008 dall'Académie
Diambars, scadenza 2013.
Yohan Cabaye -
centrocampista, classe
1986, Francia.
Come Debuchy è nato nel
Nord-Pas-de-Calais ed è
arrivato al club all'età
di tredici anni. Dei tre
centrocampisti
abitualmente schierati
da Garcia è quello con
le caratteristiche più
offensive, ma è un
giocatore completo bravo
anche a difendere,
dotato di buon tiro,
cross, capacità di
muoversi negli spazi; è
lui che in genere si
incarica di battere le
punizioni indirette.
Campione d'Europa Under
19 nel 2005, in un
centrocampo che
schierava anche Diaby e
Gourcuff, conta quindici
presenze con le
rappresentative
giovanili e due con la
nazionale maggiore di
Blanc.
Formato al club,
scadenza 2013, contratto
con clausola rescissoria
di 5 milioni.
Gervinho (nome
completo Gervais Yao
Kouassi) - attaccante,
classe 1987, Costa
d'Avorio
Nazionale ivoriano,
temibilissimo per
qualsiasi difesa per la
sua velocità e
l'imprevedibilità dei
suoi dribbling, con
Garcia parte dalla
fascia destra
dell'attacco per poi
stringere verso il
centro. Sta vivendo
quest'anno la migliore
stagione della carriera,
con un bottino parziale
di quattordici gol e
nove assist in
campionato e già un
trofeo vinto alla prima
finale giocata in
carriera. Cresciuto alla
celebre accademia ASEC
di Abidjan e passato per
Beveren e Le Mans, è uno
dei candidati più
probabili al sacrificio
sul mercato estivo.
Arrivato nel 2009 dal Le
Mans per 6 milioni,
scadenza 2012, valore di
mercato 10 milioni.
Moussa Sow -
attaccante, classe 1986,
Senegal/Francia
L'unica novità
sostanziale rispetto
allo scorso anno,
innesto decisivo poiché
ha dato quel pizzico di
concretezza in più che
mancava all'attacco dei
Dogues. Altro giocatore
che sta vivendo finora
la sua miglior stagione,
già 21 gol realizzati in
campionato ed un serrato
testa a testa in corso
con Gameiro per
aggiudicarsi la palma di
capocannoniere. Segna
indistintamente di
destro, di sinistro e di
testa, ha potenza,
velocità, fiuto del gol,
tecnica acrobatica e per
di più non disdegna di
partecipare alla manovra
e di aiutare la squadra
in fase difensiva.
Campione d'Europa Under
19 con la Francia nel
2005, ha poi scelto di
giocare con il Senegal.
Arrivato nel 2010 a
parametro zero dal
Rennes, scadenza 2013,
valore di mercato circa
12 milioni.
Eden Hazard -
attaccante, classe 1991,
Belgio
Non c'è molto che si
possa dire che non si
sappia già su un
giocatore appetito da
tutti i maggiori club
europei, che il Lille
non intende cedere per
una cifra inferiore ai
trenta milioni.
Trequartista che ama
partire dalla fascia,
sovradotato
tecnicamente, qualità di
dribbling e velocità di
esecuzione
straordinarie. Vincitore
per due anni consecutivi
del premio di miglior
talento di Ligue 1
assegnato dal sindacato
dei calciatori francesi
(UNFP), quest'anno è in
lizza con il compagno di
squadra Sow, Gameiro e
Nenê per il premio di
miglior giocatore. La
prossima sfida che lo
aspetta è quella di
convincere
definitivamente anche il
commissario tecnico del
Belgio Leekens, che gli
rimprovera una certa
nonchalance e non ne ha
ancora fatto un titolare
indiscutibile dei
Diavoli Rossi. Formato
al club, scadenza 2015,
valore di mercato 30
milioni.
Ludovic Obraniak
- centrocampista, classe
1984, Polonia/Francia
La dimostrazione vivente
di come si possa essere
determinanti partendo
dalla panchina.
Centrocampista offensivo
mancino, chiuso da
Hazard, quest'estate
sarebbe dovuto andare ad
Auxerre ma alla fine il
trasferimento è saltato:
solo tre volte titolare
in campionato, ha però
collezionato 24 presenze
e raramente non ha
inciso, sia che venisse
schierato nel suo ruolo
naturale che in
posizione più arretrata,
nel triangolo di
centrocampo. Nato in
Lorena, ha una presenza
nell'Under 21 francese
ma ha poi scelto di
rispondere alla chiamata
della Polonia, paese
natale del nonno.
Arrivato nel 2007 dal
Metz per 1 milione,
scadenza 2012, valore di
mercato 3 milioni.
Tulio De Melo -
attaccante, classe 1985,
Brasile
Brasiliano atipico,
tanto da riuscire ad
imporsi fisicamente
contro le difese danesi
quando giovanissimo
approdò all'AaB Alborg
dall'Atlético Mineiro,
con i suoi 193 cm. per
87 kg. e la sua abilità
nel gioco aereo
costituisce un altro
prezioso jolly da
sfruttare a partita in
corso per Rudi Garcia ed
un'arma tattica
alternativa ai dribbling
di Gervinho e Hazard.
Tutti i suoi quattro gol
in campionato sono
coincisi con vittorie
della squadra ed anche
in coppa è stato
decisivo con la rete del
definitivo 1-0 al
Wasquehal agli ottavi; è
in fin dei conti un
attaccante che ha sempre
saputo far bene il suo
mestiere fondamentale,
ovvero segnare. Arrivato
nel 2008 dal Le Mans
(via Palermo) per 4
milioni, scadenza 2012,
valore mercato 5
milioni.
Stéphane Dumont -
centrocampista, classe
1982, Francia
Uno dei fedelissimi: lui
e Cabaye sono i due
giocatori da più tempo
al club, sette anni.
Centrocampista in grado
di giocare sia a
protezione della difesa
che in posizione più
avanzata, è il classico
uomo spogliatoio, che
non si lamenta mai
sebbene giochi molto
poco e sia stato
recentemente scavalcato
dal giovane Gueye nelle
gerarchie di Garcia come
primo cambio del trio di
centrocampo. Insieme a
Mavuba, Landreau,
Balmont e Debuchy fa
parte del consiglio dei
cinque saggi nominati
dal tecnico, che
periodicamente vengono
convocati nel suo
ufficio per discutere
delle varie
problematiche della
squadra. Formato al
club, scadenza contratto
2012.
Florent Balmont -
centrocampista, classe
1980, Francia
Non ha giocato la finale
a causa di un infortunio
muscolare alla coscia,
ma è ugualmente doverosa
una menzione particolare
visto che se sta bene è
uno degli elementi
inamovibili nell'undici
tipo di Garcia. Come gli
altri centrocampisti del
Lille, è in grado di
fare tutto, dettare il
passaggio in profondità
come asfissiare
l'avversario con il suo
pressing. Lottatore dai
mille polmoni ed
intelligente
tatticamente, parte
dalla posizione di
interno ma gioca a tutto
campo. Arrivato nel 2008
dall'OGC Nice per 1,7
milioni, scadenza 2013,
valore mercato 6
milioni.
Nella rosa anche il
secondo portiere
Barel Mouko (classe
1979, Congo/Francia,
nazionale congolese),
Emerson (classe
1986, Brasile, esterno
sinistro difensivo, 19
apparizioni in
campionato quest'anno),
David Rozenhal
(classe 1980, Repubblica
Ceca, in prestito fino a
giugno dall'Amburgo,
difensore centrale
d'esperienza passato
anche per Newcastle e
Lazio), Pierre-Alain
Frau (classe 1980,
Francia, a fine
contratto, attaccante
rapido che Garcia ha
impiegato anche da
trequartista, cinque gol
in campionato), i
giovani Pape Souare
(1990, Senegal, arrivato
dall'Académie Diambars
insieme a Gueye),
Jerry Vandam (1988,
Francia/Congo), Omar
Wadé (1990,
Senegal), Arnaud
Souquet (1992,
Francia), Alexandre
Oukidja (1988,
Francia, terzo
portiere), che
abitualmente giocano con
la squadra riserve in
CFA. |
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Rudi Garcia - La
Coupe de France 2011 è
il primo trofeo della
sua carriera. Classe
1964, è nato a Nemours
nella regione parigina
ma le radici sono in
Andalusia, che i suoi
nonni abbandonarono per
sfuggire al franchismo.
Ex centrocampista
offensivo, ha iniziato
ad allenare in Division
d'Honneur nel Corbeil,
la squadra in cui aveva
mosso i primi passi da
giocatore e che era
stata in passato
allenata anche dal
padre; è successivamente
passato da Saint-Etienne
-dove ha cominciato come
preparatore atletico e
poi come assistente di
Toshack- Dijon e Le Mans
prima di approdare nel
Nord nell'estate 2008.
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Raramente Garcia si è
discostato quest'anno
dal 4-3-3 che è
diventato il marchio di
fabbrica del suo Lille e
che nelle giornate di
grazia offre una manovra
fluida e veloce,
caratterizzata da
movimento incessante e
gioco a due soli tocchi.
Davanti ad un portiere
molto bravo con i piedi
(Landreau) che diventa
il primo trampolino da
cui far ripartire
l'azione, troviamo una
coppia difensiva
ispirata al vecchio
concetto di stopper e
libero, con un giocatore
che eccelle soprattutto
nel tackle e nei duelli
(Rami) ed un altro che
si distingue nel
rilancio e nelle
proiezioni offensive (Chedjou).
I due esterni di difesa
Debuchy e Béria
partecipano molto alla
fase offensiva
sovrapponendosi spesso,
mentre il centrocampo si
configura come un
triangolo dal vertice
basso, composto da tre
elementi che assicurano
un grande volume di
gioco ed altrettanta
abilità nel recupero del
pallone e
nell'utilizzazione dello
stesso; in fase di non
possesso, vediamo spesso
il triangolo invertire
il suo vertice, con
Balmont che si abbassa a
fianco di Mavuba ed il
solo Cabaye che resta
più alto. La
pericolosità di un
attacco composto da
giocatori dalle grandi
doti tecniche come
Gervinho, Sow e Hazard
-generalmente schierati
così in partenza, da
destra a sinistra- è
esaltata dal continuo
scambio di posizione tra
i tre che li rende
ancora più
imprevedibili.
Il Lille ha la più alta
percentuale di possesso
palla in Ligue 1, ma non
si tratta di un dominio
fine a se stesso dato
che la squadra di Garcia
ha anche il miglior
attacco ed il maggior
numero di tiri verso la
porta del campionato;
inoltre, se nella prima
parte della stagione la
difesa costituiva
l'anello debole,
dall'inizio del 2011 è
stata trovata la
quadratura del cerchio e
adesso la retroguardia
dei Dogues è addirittura
la seconda più ermetica
della categoria. |
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