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Raphaël Varane,
garantisce Zidane |
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Data
inserimento nel sito: 07 Luglio 2011 |
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Il 27 giugno 2011 il
Real Madrid annuncia
ufficialmente attraverso
un comunicato sul
proprio sito di aver
raggiunto l'accordo con
il Lens per il
trasferimento nella
capitale spagnola di
Raphaël Varane, diciotto
anni da poco compiuti ed
appena ventiquattro
partite da
professionista alle
spalle: per
aggiudicarselo al costo
di dieci milioni di
euro, la cifra più alta
mai sborsata in assoluto
per un calciatore
francese di quell'età,
ha dovuto vincere la
concorrenza di
Manchester United,
Arsenal, Chelsea,
Manchester City, Paris
Saint Germain, Lyon,
Lille, Bayern Monaco e
Roma e, contrariamente
alle proprie abitudini,
pur di concludere
rapidamente la
trattativa ha accettato
di fornire le garanzie
bancarie relative al
Crédit Agricole Nord de
France, recentemente
diventato il nuovo
azionista di maggioranza
del club artesiano.
Ci sono alcuni
particolari che
colpiscono chiunque
abbia avuto modo di
osservare Varane con una
certa continuità e che
probabilmente spiegano
ancor meglio di
qualsiasi considerazione
tecnico-tattica la
ragione per la quale
tutto il gotha del
calcio europeo gli abbia
fatto gli occhi dolci
per mesi: l'incredibile
regolarità con cui
riesce ad allineare una
dopo l'altra le
prestazioni di alto
livello, senza brusche
cadute di rendimento, o
il fatto che continui a
impressionare
favorevolmente nel
contesto di una squadra
in pieno marasma
-tecnico e di
spogliatoio- che affonda
in maniera inesorabile,
indice di una classe e
di una tenuta mentale
superiori; e
soprattutto, la calma e
la maturità che lo
contraddistinguevano
ancora minorenne, con la
sua perfetta gestione
delle emozioni e delle
pressioni dell'ambiente
competitivo e quella
serenità quasi zen che
fa apparire qualunque
cosa succeda intorno a
lui come semplicemente
naturale. |
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LE ORIGINI E LA
CARRIERA -
Raphaël nasce il 25
aprile del 1993 a Lille
e nelle sue vene scorre
un po' di sangue
caraibico, visto che il
padre Gaston è
originario di Le
Morne-Rouge in
Martinica, Antille
Francesi; è proprio il
padre, infermiere ma
anche ex calciatore ed
allenatore degli amatori
dell'U.S. Antillais de
Lille, a mettergli il
pallone tra i piedi a
sei anni e ad iscriverlo
a sette nella prima
squadra della carriera,
l'AS Hellemmes, piccola
realtà calcistica della
periferia cittadina dove
il giovanissimo Varane
rimane solo dal 2000 al
2002: a portarlo via
dopo avergli fatto
superare tre differenti
provini è infatti il
Lens, all'epoca il club
dominante della regione,
sulla scia dell'unico
storico titolo francese
vinto soltanto quattro
anni prima; la stella
del LOSC sta appena
iniziando a brillare,
con il presidente del
doublé 2011 Seydoux e la
prima partecipazione
alla Champions League
che arrivano proprio in
quel 2002, nella fase
iniziale di un ascesa
che in seguito
s'intreccerà con
l'inesorabile declino
dei vicini Sang et Or.
Come avviene per la
maggior parte dei
ragazzi nati nel
Nord-Pas de Calais,
Raphael inizia la sua
formazione al C.R.A.F.(Centre
Régionale de Accueil et
de Formation) di Liévin,
per continuarla alla
Gaillette, il celebre
complesso che ospita il
centro di allenamento e
il centro di formazione
del Lens, in una fase
successiva.
Raphaël indossa dunque
la maglia Sang et Or a
partire dal secondo anno
dei Poussins (Pulcini)
mettendosi in luce fin
dai tempi della
preformazione e da un
certo punto in poi l'accellerazione
che subisce il suo
percorso calcistico è
davvero vertiginosa:
dopo aver sfiorato la
vittoria del titolo con
gli U17 Nazionali, nel
2009 viene aggregato a
soli sedici anni agli
U19 Nazionali ed un anno
dopo alla squadra
riserve che gioca in
CFA, promosso
addirittura capitano dal
tecnico Olivier Bijotat,
sedotto dalla sua
impressionante maturità;
nel frattempo,
nell'aprile 2010 firma
il primo contratto da
professionista, che il
club ha proposto ad un
ristrettissimo gruppo di
ragazzi considerati
particolarmente
promettenti, tra i quali
c'è anche Thorgan Hazard,
il fratello di Eden:
pochi mesi fa, prima di
essere ceduto, Varane
accetterà di prolungare
l'accordo fino al 2015.
Parallelamente inizia
anche la sua storia con
la nazionale francese,
con due presenze con
l'Under 18 di Mankowski
in due amichevoli
ravvicinate giocate
entrambe contro la
Danimarca, il 24 e il 26
agosto 2010, nella prima
delle quali Raphaël si
toglie anche la
soddisfazione di andare
a segno.
Il giovanissimo neo
capitano delle riserve
viene chiamato per la
prima volta dal tecnico
della prima squadra
Jean-Guy Wallemme già il
16 ottobre 2010, in
occasione di Lens-Rennes
della nona giornata di
Ligue 1; dovrà aspettare
meno di un mese per fare
il suo esordio
ufficiale, che coincide
con l'esordio da
titolare: il 7 novembre
al Felix Bollaert contro
il Montpellier (2-0),
squalificato l'algerino
Yahia, inaspettatamente
viene schierato dal
primo minuto al centro
della difesa in coppia
con Chelle, sorprendendo
ancora una volta tutti
per la sicurezza
mostrata; diventa così
il più giovane giocatore
ad aver vestito la
maglia del Lens insieme
a Maryan Wisniewski, ex
nazionale francese e
storico miglior
marcatore del club,
passato anche dalla
Sampdoria nella stagione
1963-64.
Nella maggior parte dei
casi, la data del
debutto di un giovane
nell'élite del calcio
francese ha un semplice
rilievo statistico,
perché solitamente si è
destinati a rientrare
nei ranghi restando in
paziente attesa della
prossima opportunità:
non sarà così per
Varane, che da quel
momento non scenderà mai
più in campo nè con le
riserve, nè con gli U19,
ma solo con la prima
squadra. Wallemme lo
impiegherà in altre tre
circostanze, l'ultima
delle quali,
Bordeaux-Lens 2-2 della
diciannovesima giornata,
sarà anche la sua ultima
partita alla guida del
Lens: proprio in
quell'occasione,
complici le assenze,
avrà l'intuizione di
schierarlo da
centrocampista; ed anche
allo Chaban-Delmas
Varane si distinguerà
per la naturalezza con
cui interpreterà un
ruolo che non aveva mai
ricoperto, se non
occasionalmente ai tempi
dei Poussins, quando il
suo allenatore Thierry
Delvallet, constatando
che in difesa si
annoiava, lo spostava a
volte più avanti con
l'intento di farlo stare
nel vivo nel gioco e di
farlo così progredire
sul piano tecnico.
Se Wallemme è dunque il
tecnico che ha lanciato
Varane, László Bölöni,
che ne prende il posto
in panchina dopo la
sosta natalizia e che
ricordiamo tra le altre
cose per aver a sua
volta lanciato Cristiano
Ronaldo nello Sporting
Lisbona, è invece quello
con cui Raphaël s'impone
come titolare fisso,
giocando prevalentemente
da centrocampista
davanti alla difesa; il
rumeno, che nelle prime
tre partite della sua
gestione l'aveva
utilizzato nel ruolo
naturale di difensore
centrale, rimane come
tutti folgorato dalla
sua grande prestazione a
centrocampo al Parc des
Princes, quando in
PSG-Lens (0-0) della
ventitreesima giornata
forma con Kovacevic un
muro pressoché
invalicabile a
protezione della
retroguardia, e da quel
momento prende gusto a
schierarlo in posizione
più avanzata; una
curiosità è che proprio
contro il PSG Varane
riceve il suo primo
cartellino giallo da
professionista: nelle
successive quattordici
partite che giocherà se
ne vedrà sventolare
davanti solo un altro, a
testimonianza dello
stile di gioco molto
pulito che lo
caratterizza.
Nel 2011 e con Bölöni in
panchina arriva per
Varane anche la prima
presenza in Coupe de
France (8 gennaio), per
la verità non molto
fortunata con lo
schiacciante 1-5 e
l'eliminazione ai
trentaduesimi ad opera
del Paris Saint-Germain;
la prima convocazione
nelle Espoirs di
Mombaerts (l'Under 21) a
soli diciassette anni,
che merita di essere
sottolineata in modo
particolare visto che in
Francia è raro che si
brucino le tappe nelle
selezioni nazionali e
tra i pochissimi che
Mombaerts ha chiamato in
anticipo rispetto ai
tempi ci sono Sakho e M'Vila,
oggi con Blanc; ed il
relativo debutto a
Châteauroux
nell'amichevole contro
la Slovacchia (8
febbraio), subentrando
ad un quarto d'ora dalla
fine, a cui seguono
altre due presenze
contro la Spagna (24
marzo) e contro la
Repubblica Ceca (29
marzo), quest'ultima da
titolare.
A ruota il primo gol da
professionista (7
maggio), segnato girando
in rete di testa un
corner battuto da Akalé,
in Caen-Lens (1-1) della
trentaquattresima
giornata, partita che
verrà ricordata per
essere stata allo stesso
tempo teatro del primo
gol da professionista di
un altro campione di
precocità come M'Baye
Niang; una settimana
dopo (15 maggio),
trentaseiesima giornata,
andrà nuovamente a segno
con una dinamica
pressoché identica in
Monaco-Lens (1-1), ma si
tratterà di una rete
amarissima perché il suo
pareggio al 94' non
servirà al Lens, la cui
retrocessione aritmetica
sarà ufficializzata
proprio quel giorno, e
di fatto condannerà alla
Ligue 2 anche il Monaco,
che con due punti in più
in classifica si sarebbe
salvato; infine la prima
fascia da capitano a
diciotto anni, in Lens -
Arles-Avignon (0-1)
della trentasettesima
giornata (21 maggio): al
termine della stagione
Varane conterà ventitré
partite ufficiali
disputate con il Lens di
cui ventidue da
titolare, ventiquattro
in tutto se si considera
anche la coppa, e due
gol all'attivo.
Il 4 maggio si svolge la
tradizionale cerimonia
delle Gaillettes d'Or,
nella quale vengono
annualmente assegnati i
riconoscimenti del
centro di formazione del
Lens, e per una volta
non c'è nessuna suspence
sul nome del giocatore
che riceve il premio più
ambito, il Trophée Éric
Sikora di miglior
speranza della Gaillette,
vinto negli ultimi anni
da Benoît Assou-Ekotto e
Steven Joseph-Monrose
tra gli altri: Varane
sbaraglia la concorrenza
e succede nell'albo
d'oro all'interessante
difensore di fascia
Serge Aurier, entrato
proprio in questi giorni
nel mirino di parecchi
club inglesi.
Il 27 giugno Raphaël
atterra alle 14.50
all'aeroporto madrileno
di Barajas, supera le
visite mediche di rito
alla clinica Sanitas-La
Moraleja ed infine firma
al Santiago Bernabeu il
contratto che lo lega
per sei anni al Real
Madrid; passerà dai
circa 12.000 euro
mensili che guadagnava
al Lens ad uno stipendio
che si aggira intorno
agli 1,8 milioni
all'anno, peraltro uno
dei più bassi nella rosa
della prima squadra.
Grazie ai dieci milioni
di euro incassati
dall'operazione, il Lens
sarà in grado di coprire
per due stagioni le
spese di funzionamento
del suo centro di
formazione.. |
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Ad una struttura fisica
di tutto rispetto (191
cm per 85 kg) che gli
permette di farsi valere
nei duelli e nel gioco
aereo, nonché di
rendersi pericoloso in
fase offensiva sui calci
piazzati come
testimoniato dai due gol
segnati in fotocopia,
Varane associa anche
delle qualità atletiche
interessanti, con una
buona resistenza ed una
rapidità sorprendente
per un giocatore della
sua stazza. Difensore
tecnico e molto
elegante, possiede
notevoli doti di
anticipo, gran tempo di
intervento, lettura
delle situazioni ed
intelligenza nel
posizionamento, e
ricorre al tackle il
minimo indispensabile;
inoltre, è dotato di un
rilancio preciso e
quindi è molto utile
anche nel far ripartire
l'azione, sebbene sotto
questo punto di vista
sia a volte ancora un
po' ingenuo nelle
scelte. Queste
caratteristiche ne fanno
anche un ottimo
centrocampista
difensivo, benché quella
di centrale di difesa
resti la posizione
prediletta; da notare
che da ragazzino ha
ricoperto per un breve
periodo il ruolo di
esterno destro
arretrato. Nel
descrivere se stesso,
Raphaël considera la
tecnica specifica
difensiva, il rilancio,
la velocità ed il colpo
di testa le sue doti
migliori, mentre
sostiene di voler
migliorare
nell'aggressività e
nella concentrazione nel
corso dell'intera gara;
indica Blanc, Thuram e
Rio Ferdinand come fonti
d'ispirazione
principali. |
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La capacità di
astrazione da ogni forma
di pressione è la sua
qualità mentale più
importante, da cui
derivano la sicurezza e
la fiducia in sè
mostrate sul campo.
Inoltre, come
sottolineato da
qualunque allenatore che
l'abbia avuto fin dai
tempi dei pulcini, si
tratta di un ragazzo
esemplare, con la testa
sulle spalle, rispettoso
delle regole e dei
compagni, molto
disponibile all'ascolto,
desideroso di imparare
cose nuove e veloce
nell'apprendimento;
carattere discreto e
posato, raramente si
sente la sua voce nello
spogliatoio ma in campo
riesce ad imporsi senza
gridare e ha saputo
conquistarsi la
considerazione di tutta
la squadra. Fondamentale
per il suo equilibrio
l'ambiente familiare
sano in cui è cresciuto,
altro aspetto messo in
evidenza dai suoi
allenatori e dal
direttore del centro di
formazione del Lens
George Tournay. "Per
alcuni genitori la
riuscita calcistica dei
figli è tutto; per noi
non è così", ha
dichiarato recentemente
la madre Annie,
professoressa d'
inglese: ed infatti,
mentre la trattativa con
il Real Madrid entrava
nella sua fase più
calda, Raphaël era
impegnato sui libri per
preparare l'esame del
Baccalauréat, il titolo
che si consegue alla
fine del ciclo delle
scuole superiori e che
equivale alla maturità
italiana; iscritto
all'indirizzo economico
e sociale, durante il
campionato studiava
dalle due alle quattro
ore al giorno con
l'aiuto di professori
privati, che divideva
con Thorgan Hazard.
Nessun grillo per la
testa, come lui stesso
ammette l'unico vezzo
che si concede è
cambiare spesso
acconciatura (nella foto
sotto, le treccine che
portava fino a qualche
mese fa); per il resto,
ama dedicare molto tempo
alla famiglia, ascoltare
musica rap, r&b e zouk e
giocare a ping-pong con
il migliore amico, che è
rimasto Mathieu
Duconseil, il portiere
degli U19 del Lens. La
descrizione migliore
della sua personalità
tuttavia la si ha
semplicemente
ascoltandolo parlare:
"Non penso che le cose
stiano andando troppo
veloci, perché credo di
essere riuscito a
gestire bene l'aspetto
psicologico del mondo
del calcio
professionistico; è
vero, sono una persona
posata: non so se è
perché non mi rendo
conto fino in fondo, ma
prendo tutto quello che
mi capita così come
viene, relativizzo
sempre quello che vivo.
Quando tutto va bene
siamo degli dei, quando
va male non siamo più
niente: è un po' troppo
eccessivo ed è
soprattutto in questo
che bisogna saper
relativizzare". |
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Impossibile trovare
qualcuno che parli male
di Raphaël Varane. Tutti
lo adorano, a cominciare
dagli impiegati del Lens:
"Ci portano via un
ragazzo stupendo, come
giocatore e come
persona", dice
sconsolata la
receptionist della
Gaillette. Lusinghieri i
giudizi dei compagni di
squadra, tra cui
particolarmente
significativo quello
dell'esperto difensore
franco-maliano Éric
Chelle, nel frattempo
passato all'Istres, che
alla festa delle
Gaillettes d'Or (nella
foto in basso, Varane
mostra il premio Sikora)
prende il mano il
microfono per dichiarare
che un giorno sarà fiero
di raccontare ai
nipotini di essere stato
il primo ad aver giocato
al fianco di Varane,
aggiungendo a proposito
del giorno dell'esordio
che "si aveva la
sensazione che giocasse
in Ligue 1 da una vita";
oppure quello di Adil
Hermach, secondo il
quale "Raphael ha tutto,
talento, condizione
fisica e testa; non è
mai nervoso ed è fatto
apposta per giocare in
una grande". Éric
Assadourian, l'ex
nazionale armeno, era il
suo allenatore negli U19
Nazionali e nel marzo
2010, parlando dei più
promettenti tra i suoi
ragazzi, lo descriveva
già allora come "il
giocatore più regolare
dall'inizio della
stagione"; Wallemme
mette in evidenza la sua
rara combinazione di
altezza, velocità e
tecnica; Mombaerts, il
selezionatore dell'Under
21, pone invece
l'accento sulla sua
intelligenza tattica e
sulle sue qualità
mentali: "Si è
confrontato presto con
la competizione e non ne
è rimasto stressato
oltre misura". Bölöni,
in un'intervista a
France Football,
asserisce che per dieci
milioni di euro Varane
sia "regalato", e lo
paragona a Desailly:
"Riparliamone tra cinque
anni e vedrete: abbiamo
davanti una perla rara,
un giocatore dalle doti
fuori dal comune". Un
altro paragone illustre
viene da Zidane, a cui
piuttosto Raphaël
ricorda Blanc, "per
tante cose, l'altezza,
l'intelligenza, il
lancio, la scarsa
propensione a ricorrere
al tackle...". L'ex
campione del mondo 1998,
oggi dirigente del club
madrileno, ne parla a
margine
dell'inaugurazione del
suo complesso sportivo
Z5 ad Aix-en-Provence e
conclude: "Lo seguo da
parecchio tempo, ho
visto partite, ho visto
cassette...abbiamo
voglia di attirare a
Madrid futuri grandi
giocatori e Varane lo
è". |
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Il parere di Zidane ha
una valenza particolare
perché proprio lui ha
avuto un ruolo chiave
nell'operazione che ha
portato Varane a Madrid;
se infatti fino all'anno
scorso non aveva voce in
capitolo sulla campagna
acquisti, che rientrava
principalmente nell'area
di competenza dell'ex
direttore generale
Valdano,
l'allontanamento di
quest'ultimo,
notoriamente inviso a
Mourinho, ed il
conferimento di più ampi
poteri all'allenatore
secondo un modello che
si avvicina maggiormente
a quello del manager
all'inglese, hanno fatto
sì che il francese
assumesse un ruolo
dirigenziale più attivo,
in linea con i desideri
dell'uomo di Setúbal a
cui è legato da
reciproca stima. Oggi
Zidane ha a Valdebebas
un grande ufficio che dà
sul campo di allenamento
principale e passa molto
tempo a studiare dvd,
incaricato da Florentino
Perez di fare attenzione
a tutte le possibili
buone occasioni sul
mercato francese, dove
l'immutato carisma che
conserva un po'
dappertutto nell'Esagono
può aprire molte porte e
facilitare gli affari.
Zizou, che tempo fa
aveva consigliato al
presidente madridista
anche Eden Hazard,
ammette il suo ruolo
nella trattativa
"Diciamo che ho spinto
perché si facesse; poi è
chiaro che deve essere
l'allenatore a dare
l'ultima parola". La sua
influenza non si è fatta
sentire solo
sull'orientamento della
società, ma anche su
quello del giocatore,
che inizialmente
appariva deciso a dare
la sua preferenza ad una
soluzione che gli
permettesse di restare
almeno un altro anno in
Francia, come confermato
da una dichiarazione
rilasciata il 10 giugno:
"Devo riflettere bene ed
andare in una squadra
che mi permetta di
progredire: la Ligue 1 è
la scelta che mi sembra
più ragionevole, quello
che m'interessa
maggiormente in funzione
del mio piano di
carriera è il tempo di
gioco". La mossa
decisiva del Real
Madrid, che da più di un
mese lo chiamava al
telefono ogni settimana,
è quella di invitarlo a
Valdebebas a visitare le
strutture del club: il
14 giugno, a due giorni
dall'inizio degli esami
per il diploma, Varane
fa così un blitz a
Madrid e viene ricevuto
direttamente da Mourinho
e Zidane, che gli fanno
da ciceroni e gli
parlano delle
prospettive che lo
attendono: il ragazzo
tornerà entusiasta dalla
visita e in una
settimana la sua
decisione definitiva
sarà presa. Il nuovo
Paris Saint-Germain in
cerca di colpi ad
effetto aveva offerto
nove milioni di euro e
nei giorni precedenti
alla svolta era stato
vicinissimo a Raphaël,
che vedeva di buon
occhio la soluzione
sapendo che quasi
certamente a Parigi
avrebbe trovato più
spazio che a Madrid; ma
alla fine nella sua
testa ha pesato
l'incertezza che regna
sullo staff dirigenziale
e sullo staff tecnico
parigino dopo il cambio
di proprietà ed il
timore che l'allenatore
che lo voleva oggi non
fosse poi lo stesso che
avrebbe trovato in
panchina domani. Dal
canto suo il Manchester
United, che sta operando
sul mercato nell'ottica
di un progressivo
ringiovanimento della
difesa come dimostrano
gli acquisti di Chris
Smalling prima e di Phil
Jones poi, aveva messo
sul piatto l'offerta
migliore, spingendosi
fino a dieci milioni e
mezzo di euro, e un mese
fa appariva in netto
vantaggio sulle
concorrenti: ma i dubbi
di Varane, che
s'interrogava
inevitabilmente sulle
scarse possibilità di
riuscire a scalzare
nell'immediato la coppia
titolare Vidic-Ferdinand
e sui precedenti poco
rassicuranti dei
connazionali Bellion e
Obertan, avrebbero
magari potuto essere
fugati se qualcuno del
club gli avesse parlato
e gli avesse dato delle
rassicurazioni; non
essendoci stato alcun
colloquio, anche
quest'opzione ha finito
per essere scartata. Il
presidente del Lens
Gervais Martel racconta
difatti all'Equipe che
se avesse voluto
privilegiare l'aspetto
economico avrebbe ceduto
il suo gioiello in
Inghilterra, da dove
pare che nel frattempo
anche l'Arsenal avesse
tentato un rilancio
dell'ultimo minuto;
invece ha preferito
andare incontro ai
desideri del ragazzo,
attratto dal progetto
sportivo del Real
Madrid. |
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E' chiaro che a
rischiare in prima
persona con questo
trasferimento non è solo
il ragazzo ma anche lo
stesso Zidane: si può
dire che si tratti della
sua prima vera
operazione da dirigente
del Real Madrid e nel
caso in cui Varane
dovesse fallire gli
verrebbe certamente
rinfacciata, in un
contesto in cui peraltro
non tutti i soci sono
entusiasti della
politica attuata nelle
ultime stagioni dal
club, che prova a
contrastare lo
strapotere tecnico del
Barcellona
contrapponendo alla
cultura della Masia
blaugrana la volontà di
attirare i migliori
giovani in circolazione
in Europa e nel mondo;
molti vorrebbero infatti
una maggior
valorizzazione della
cantera blanca e non
amano vedere i ragazzi
cresciuti in casa
costretti ad emigrare in
club spagnoli di fascia
medio-bassa per
affermarsi. E'
altrettanto chiaro che
un ulteriore stagione in
Ligue 1 avrebbe
senz'altro consentito a
Varane una crescita più
tranquilla, considerando
oltretutto il fatto che
l'aver giocato in due
ruoli differenti nello
spazio di una ventina di
partite da
professionista
probabilmente non ha
agevolato la sua
maturazione
tecnico-tattica; e che a
Madrid si troverà di
fronte difficoltà
oggettive non
indifferenti, con una
concorrenza interna
agguerritissima, un
campionato molto diverso
da quello francese, meno
fisico e meno tattico,
un ambiente che non
perdona nulla come
quello madrileno, in cui
tanti prima di lui si
sono lasciati
inghiottire e anche
giocatori con
un'esperienza molto
maggiore della sua hanno
fatto grossa fatica ad
imporsi. Ma bisogna
ugualmente tener
presente il ruolo
centrale
dell'allenatore: se è
vero che Mourinho a
trattativa in corso ha
fatto chiaramente
intendere di essere
contrario a lasciare
Raphaël in prestito per
un anno in Francia
-soluzione caldeggiata
dall'entourage del
giocatore- e di volerlo
fin da subito ai propri
ordini, potrebbe
trattarsi di un segnale
da non sottovalutare;
tanto per fare un
esempio, non
dimentichiamo che ai
tempi dell'Inter non
esitò a lanciare da
titolare un diciottenne
Santon, salvo poi
mandarlo ai margini
della squadra quando non
fu più soddisfatto dei
suoi comportamenti. E'
probabile che il tecnico
portoghese ne apprezzi
tra le altre cose la
versatilità e che
intraveda la possibilità
di impiegarlo
all'occorrenza anche a
protezione della difesa,
nel ruolo in cui abbiamo
visto più volte Pepe
nella sfida infinita
della scorsa stagione
contro il Barcellona,
perdendo qualcosa in
aggressività ma
guadagnando in fase di
costruzione della
manovra. Se dunque il
ragazzo saprà dargli le
risposte giuste, alla
luce del considerevole
numero di partite che il
Madrid dovrà disputare,
non è affatto escluso
che finisca per giocare
più di quanto non si
possa pensare adesso e
che nel frattempo
l'opportunità di
allenarsi
quotidianamente con lo
staff di Mourinho e con
compagni di un certo
livello possa farlo
crescere e progredire
più velocemente di
quanto non avrebbe fatto
restando in Francia,
preparandosi a un futuro
prossimo da titolare.
Evidentemente al futuro
di Varane nel Real
Madrid è strettamente
legato quello con la
maglia dei Bleus; già
alla vigilia del
trittico di partite che
la nazionale maggiore ha
giocato a giugno
nell'Est, l'incontro di
qualificazione ai
prossimi Europei contro
la Bielorussia e la
doppia amichevole contro
Ucraina e Polonia,
nell'ambiente erano
iniziate a circolare
voci incontrollate di un
possibile inserimento di
Varane nel gruppo di
Blanc: che fosse vero o
no, è stata chiara a
tutti fin dall'inizio la
scelta del selezionatore
di puntare su un duo
difensivo sul modello
stopper-libero, con un
giocatore più adatto ai
contrasti associato ad
un altro che ricordi per
caratteristiche lo
stesso Blanc, e se per
il momento è stato
saggiamente deciso di
stabilizzare la
retroguardia intorno a
Rami e Mexès, senza
esperimenti che possano
alterare i buoni
equilibri raggiunti -ad
eccezione di quelli
obbligati, in seguito
all'infortunio del
milanista- la coppia
perfetta in prospettiva
sembra essere quella
composta da Sakho e
Varane, probabilmente i
due giovani difensori
più talentuosi del
panorama francese
attuale: sulla carta
parrebbero infatti fatti
apposta per giocare
insieme, il primo, già
entrato stabilmente nel
gruppo, un mancino che
eccelle nei duelli, il
secondo un destro che
eccelle nel rilancio; ma
va da sè che perché ciò
avvenga è necessario che
Varane giochi con
continuità nel suo club.
Difficile prevedere cosa
succederà: si sa che nel
calcio, come d'altronde
in ogni altro ambito
della vita, non è
affatto scontato che
potenzialità e relative
aspettative si traducano
in una carriera di
successo, ma se c'è
qualcuno che ha tutte le
carte in regola per
provare a trasformare
l'ideale in reale quello
è Raphaël Varane, con la
sua insolita
combinazione di talento
naturale ed attitudine
zen; e ad ogni modo,
citando lo stesso Varane
e l'importanza di saper
relativizzare, per un
ragazzo di diciotto anni
che nel luglio 2010
giocava con le riserve
nel Lens nello
Championnat Amateur e
sognava di allenarsi
ogni tanto con la prima
squadra, presentarsi
l'11 luglio 2011, sei
giorni dopo l'uscita dei
risultati degli esami,
alla ripresa della
preparazione del Real
Madrid significa già
vivere una splendida
avventura. |
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