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Nel precedente articolo
“Esercizio funzionale e
propriocettivo applicato
alla tecnica del
portiere di calcio" mi
domandavo del perché
allenare la forza del
portiere in modo
prioritario o se invece
era utile una
alternativa di esercizi
funzionali alla forza e
soprattutto su base
propriocettiva. Il
dibattito scaturito, e i
lettori mi hanno
confermato e convinto
ancora di più su queste
considerazioni e
proposte alternative che
voglio continuarle con
il presente articolo.
L’allenamento
propriocettivo della
forza permette al
portiere di svolgere un
tipo di allenamento
della muscolatura delle
estremità del corpo e
quelle del tronco, non
sollecitando le
articolazioni e quindi
non sottoponendo le
strutture tendinee e
legamentose a notevole
sovraccarico ma essere
efficace ed impegnativo
dal punto di vista della
coordinazione. Questa
metodica di allenamento
proposto prevede il
rafforzamento della
muscolatura e un
allenamento dell’intero
sistema propriocettivo
migliorandone le
capacità di prestazione
coordinativa soprattutto
quelle dell’equilibrio,
ampiamente discussa sul
precedente articolo,
inoltre contribuisce al
miglioramento della
forza in generale e
quella rapida in
particolare. Molte
ricerche sostengono che
questa metodica sviluppa
la forza generale delle
estremità, del tronco e
la forza di salto con
particolare interesse
verso lo sviluppo delle
capacità di
differenziazione
muscolare capaci di a
fare apprendere al
portiere come poter
restare in equilibrio
anche in quelle
situazioni di gioco
difficili a realizzare
quei movimenti finementi
differenziati.
L’allenamento proposto
presenta altri due
aspetti positivi,
permette di realizzare
un allenamento della
forza senza
sovraccarichi facilmente
controllabili e permette
delle richieste molto
levate dal punto di
vista coordinativo e
propriocettivo.
L’allenamento
propriocettivo è
estremamente adatto ad
ogni età e a ogni
livello di prestazione
come anche nella
prevenzione degli
infortuni o la
riabilitazione dopo
infortunio. Per svolgere
nella migliore sicurezza
il lavoro il
preparatore/allenatore
deve tener conto di
alcuni principi della
metodologia quali:
1 fare gli esercizi in
uno stato di freschezza
psico-fisica;
2 interrompere
l’esercitazione quando
diminuisce la
concentrazione
dell’atleta;
3 aumentare
progressivamente il
grado di difficoltà sia
per le sollecitazioni
coordinative che di
forza;
4 proporre gli esercizi
anche ad occhi chiusi e
con sovraccarichi.
Note e commenti
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Bibliografia di
riferimento
“L’allenamento ottimale"
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