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 L'allenamento propriocettivo della forza del Portiere di calcio

 
  Autore:  Enrico SARLI
  Data di pubblicazione: 21 gennaio 2011
 

Nel precedente articolo “Esercizio funzionale e propriocettivo applicato alla tecnica del portiere di calcio" mi domandavo del perché allenare la forza del portiere in modo prioritario o se invece era utile una alternativa di esercizi funzionali alla forza e soprattutto su base propriocettiva. Il dibattito scaturito, e i lettori mi hanno confermato e convinto ancora di più su queste considerazioni e proposte alternative che voglio continuarle con il presente articolo.
L’allenamento propriocettivo della forza permette al portiere di svolgere un tipo di allenamento della muscolatura delle estremità del corpo e quelle del tronco, non sollecitando le articolazioni e quindi non sottoponendo le strutture tendinee e legamentose a notevole sovraccarico ma essere efficace ed impegnativo dal punto di vista della coordinazione. Questa metodica di allenamento proposto prevede il rafforzamento della muscolatura e un allenamento dell’intero sistema propriocettivo migliorandone le capacità di prestazione coordinativa soprattutto quelle dell’equilibrio, ampiamente discussa sul precedente articolo, inoltre contribuisce al miglioramento della forza in generale e quella rapida in particolare. Molte ricerche sostengono che questa metodica sviluppa la forza generale delle estremità, del tronco e la forza di salto con particolare interesse verso lo sviluppo delle capacità di differenziazione muscolare capaci di a fare apprendere al portiere come poter restare in equilibrio anche in quelle situazioni di gioco difficili a realizzare quei movimenti finementi differenziati. L’allenamento proposto presenta altri due aspetti positivi, permette di realizzare un allenamento della forza senza sovraccarichi facilmente controllabili e permette delle richieste molto levate dal punto di vista coordinativo e propriocettivo. L’allenamento propriocettivo è estremamente adatto ad ogni età e a ogni livello di prestazione come anche nella prevenzione degli infortuni o la riabilitazione dopo infortunio. Per svolgere nella migliore sicurezza il lavoro il preparatore/allenatore deve tener conto di alcuni principi della metodologia quali:
1 fare gli esercizi in uno stato di freschezza psico-fisica;
2 interrompere l’esercitazione quando diminuisce la concentrazione dell’atleta;
3 aumentare progressivamente il grado di difficoltà sia per le sollecitazioni coordinative che di forza;
4 proporre gli esercizi anche ad occhi chiusi e con sovraccarichi.

Note e commenti
Richiedi le esercitazioni su questo argomento a sarli_enrico@libero.it
Bibliografia di riferimento “L’allenamento ottimale"  .

 
    L' Autore
 

Enrico SARLIEnrico SARLI, masso fisioterapista, Allenatore di Base, Preparatore Portieri di calcio - Fisioterapia sportiva CENTRO DI FISIOTERAPIA “Salus“ RENDE. Relatore con poster ai congressi internazionali dell’Isokinetic di Bologna e agli aggiornamenti dell’AIAC Calabria.

     

   

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