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Sviluppo e crescita: una
delle caratteristiche principali dell’ attività psicomotoria risiede
nel fatto di volere, attraverso il suo intervento, indirizzare un
soggetto a sentire, percepire, sviluppare, conoscere ed attuare
quelle che sono le peculiarità del nostro essere persona indicando,
attraverso l’aspetto ludico-motorio, esclusivamente quello che è il
percorso evolutivo che ci suggerisce e che, talvolta se non aiutati,
non siamo in grado di seguire.
Nell’uomo l’evoluzione avviene per fasi nelle quali per l’ appunto
si cresce e ci si differenzia; l’importante è che queste fasi
vengano vissute in maniera sequenziale, una dopo l’altra.
Le parti e il soggetto come tale si modificano nella loro interezza,
in quanto l’uomo è un’unità psico-fisica che cresce e si sviluppa in
maniera unitaria. Ogni funzione ha il suo momento di comparsa; è
incline a fare tutto ciò che ne conserva l’ esistenza ed esercita la
sua attività nel mondo volto a perfezionare il suo essere. Vive di
una spinta irrefrenabile verso nuove esperienze, la sua evoluzione è
in funzione della maturazione e dell’ apprendimento.
Ed è nel corpo che si afferma in ogni persona l’ originalità,
storica, geografica piuttosto che psicologica in quanto è ciò che
individualizza l’uomo in quanto essere; il nostro corpo non è
soltanto il mediatore del nostro pensiero, è la nostra stessa
umanità piuttosto che ciò che ci consente di essere, rimanere e
vivere il mondo che ci circonda.
Siamo anche costituiti da diversi tipi di maturità, connessi alle
diverse fasi di sviluppo, nella cui espressione sono anche presenti
l’ aspetto emotivo e intellettuale dell’essere uomo, per i quali
siamo in grado di identificare, definire, assieme ai criteri sopra
menzionati, lo sviluppo in relazione allo stadio al quale il
soggetto appartiene; come tale sul cammino di maturazione l’uomo è
guidato dagli istinti (forze interne) e contemporaneamente dalla
capacità di adattarsi all’ambiente esterno che pone ciascuno di noi
nel farci accettare che abbiamo dei limiti, dei confini.
Il gruppo: nel significato preciso, circoscritto che diamo alla
crescita individuale si inserisce e amplifica il nostro intervento,
il lavoro che si viene a svolgere con la creazione di gruppi che
consentono al soggetto di poter partecipare ad un’ attività che può,
con l’interazione degli altri compagni presenti, consentirgli di
accorciare, affinare, vivere in un confronto adeguato e protetto
un’esperienza mirata e circostanziata ad evidenziare le potenzialità
del momento della crescita.
Diventa un laboratorio di esperienze per integrare movimento,
azione, pensiero ed emozione, attraverso desiderio, piacere e
creatività.
Come finalità le attività proposte favoriscono lo sviluppo
dell’aspetto espressivo del corpo e del suo linguaggio;
rappresentano uno stimolo, un’esperienza, un’occasione in cui si
uniscono in un solo agito azione, pensiero ed emotività che si
attivano e si integrano, attraverso motivazioni e desideri collegati
al gioco, al piacere di fare, alla fantasia, alla creatività.
La strutturazione di un ambiente sereno, divertente, collaborante,
accettante favorisce l’incontro, la condivisione, il dialogo, il
confronto.
C’è da dire talvolta che certe lacune ce le portiamo dalla nostra
infanzia ed è proprio perché da bambini non abbiamo sperimentato,
magari solo parzialmente, che nei successivi momenti di crescita non
siamo in grado di operare in sintonia con quello che facciamo in
quanto ci mancano “dei tasselli, dei passaggi” fondamentali al
nostro scopo.
E’ come pensare di poter compiere un’ azione che ci viene proposta
verbalmente; attraverso le nostre competenze riusciamo ad
avvicinarci alla performance richiesta ma non potremmo farla in
maniera adeguata se non dopo che abbiamo realmente acquisito tutte
le indicazioni, percezioni, reazioni, azioni e stimoli che ci sono
indispensabili per portare a termine quel determinato lavoro ovvero
aver assimilato quell’ esperienza utile a rendere quello che
vogliamo fare utile, preciso ed economico nell’ ambito di quel fatto
specifico in corso. E questo può essere motivo e spunto per
allargare la discussione successivamente.
Per ciò che riguarda il secondo punto “Dimenticare”, rientra nel
bagaglio di ogni persona sia in senso mentale che in senso motorio
che è quello che ci interessa in termini più specifici; di certo
ogni giorno chi più o chi meno sperimenta questa sensazione di
difficoltà e di incertezza.
In ambito psicomotorio questa caratteristica rientra comunemente
nella relazione che si instaura, o meglio diventa evidente perché si
sviluppa in contesti specifici a livello motorio; si creano
attraverso il gioco o un’attività ludica, delle difficoltà, per
esempio a compiere un’ azione in termini di prassia, ovvero di
movimento, per cui il significato e la realizzazione del movimento
vengono esemplificati in forma parziale, poco mirata allo specifico,
inadeguatamente e quindi poco rispondenti allo scopo, alla finalità
dell’ atto stesso.
E’ “dimenticare”, tanto per fare un’ esempio, di non essere più
capaci di correre in maniera armonica e funzionalmente adeguata, ma
è un’ atteggiamento da recuperare non tanto, e non solo a livello di
memoria psicologica, ma sotto l’aspetto di memoria legata alle
emozioni, sensazioni e percezioni “fini” che ci provengono da un
corpo che, magari è allenato e apparentemente pronto, ma che allo
stesso tempo non arriva a “ sentire e sentirsi” per espletare in
maniera organica e precisa il prefissato (propriocettività ed
enterocettività).
Questa è una caratteristica specifica nell’ atteggiamento
psicomotorio di andare, ove necessita e dove è possibile, a
recuperare per esempio anche tra le persone adulte, tra persone che
hanno un’ atteggiamento apparentemente corretto, adeguato e
funzionale, dei vissuti corporei e psico-corporei che sono stati,
per una serie di motivi ridotti e o alterati in funzione di capacità
che si sono modificate nel tempo e/o sono state modificate da
eventi, tensioni e anomalie intercorse sul cammino dell’ attività (
in ambito sportivo per esempio un’ infortunio o un periodo di
inattività forzata).
Pur essendo dei soggetti altamente specializzati abbiamo bisogno di
sperimentarci e insistere nello sviluppare quelle caratteristiche
uniche che ci consentano di distinguerci in quella determinata
attività.
Serve in questo senso saper acquisire quindi maggior autonomie
legate al corpo per poter leggere e saper indirizzare le nostre
energie ad elaborare strategie che ci consentano di abbassare l’
attenzione, perché introiettata dal corpo stesso indirizzando, con
l’aiuto e lo scambio immediato di informazioni con la mente, ogni
atteggiamento ad evolversi e a migliorarsi progressivamente con la
coscienza, fisica e psichica, di aver aumentato le proprie
performance.
Bibliografia
AA.VV. , Il corpo in gioco, Ed. ReS, VR 2002
Appunti da lezioni, VR 2002
Aucouturier B., Il metodo Aucouturier, Ed. Franco Angeli. 2005
Gobbi G., La percezione del corpo, Quaderni ReS- n. 2 VR 2001
Gobbi G., Psicomotricità e dintorni, Ed. ReS, VR 1999
Le Boulch J., L’educazione del corpo nella scuola del domani, Ma.gi,
Roma, 2000 (1998)
Winnicott D.W., Gioco e realtà, Armando, Roma, 1974 (1971). |
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