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Non bastano Ganso,
Neymar, Tevez per vincere. Prima serve la trama ...
La Coppa America riuscirà a scalfire delle certezze di quelli che
considerano il calcio uno sport individuale e pensano che per
vincere sia sufficiente acquistare Ganso, Neymar, Tevez, Aguero,
Higuain o il fenomeno Messi? Si sta ripetendo quel che è successo al
Mondiale dove i vari Ribery, Rooney, Cristiano Ronaldo, Kakà e Messi
vennero tutti eliminati: ma non si è sempre detto che contano i
singoli per vincere?
Se solo cosi fosse non si spiegherebbero gli insuccessi di questi
giorni e la differenza di prestazioni del grande Messi: appena
sufficiente con l’Argentina e devastante nel Barcellona dove segna
quasi un gol a partita (pochissimi con la nazionale). Se succede a
Messi, immaginiamo gli altri. E allora che cosa ne moltiplica o
ridimensiona le qualità?
Il gioco. Il gioco è una componente astratta che non si compra ma si
crea con il lavoro e con le idee: grazie a sensibilità, intuizioni e
cultura del tecnico, alle capacità lavorative di un gruppo e a un
ambiente positivo. Alcuni anni fa il Real Madrid comprava Palloni
d’oro e grandissimi calciatori, ma mancava la «trama», un’idea
importante di gioco che li unisse. Il risultato fu negativo: giocava
male nonostante la bravura
individuale di Figo, Ronaldo, Zidane, Beckham, Raul, Casillas, Guti,
Roberto Carlos, Samuel ecc. Il grande Di Stefano, presidente
onorario, abbandonava spesso lo stadio in anticipo dicendo: altro
spettacolo brutto e noioso. Purtroppo molti dirigenti, addetti ai
lavori e perfino diversi allenatori parlano, scrivono ed allenano
come se il calcio fosse un sport individuale: partono dal singolo
per arrivare alla squadra, e invece il percorso dovrebbe essere
inverso.
Il calcio è uno sport di squadra con momenti individuali e non il
contrario. Un film con una trama scadente pur con grandi attori non
avrà successo. I nostri dirigenti, prima di dilapidare risorse, si
preoccupino di ingaggiare allenatori maestri che diano armonia e
conoscenza alla squadra e li pongano nelle condizioni di esprimersi.
Ingaggino calciatori con una grande motivazione alla ricerca
dell’eccellenza, che siano funzionali al progetto tecnico
indipendentemente dal valore. Soltanto dopo cerchino il talento (ma
non il solista).
La magia che trasforma un gruppo in una squadra armoniosa e
sinergica è il gioco. Un copione importante che esalta qualità dei
singoli e possibilità di successo. Senza competenza, pazienza e
ambienti sereni sarà problematiche attraverso il singolo. E sarà
troppo complicato per questi vedere il problema nella sua interezza.
In questo modo si avranno solo bilanci in rosso e le proiezioni che
ne conseguiranno potranno essere solo negative. |
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