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Allenamento di una settimana per squadra
Juniores |
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Autore:
Roberto SASSI |
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Data di pubblicazione:
20
Aprile 2009 |
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Premessa
L'argomento dell'organizzazione
dell'allenamento, riferito alle
problematiche degli allenatori dilettanti, è
stato sicuramente un tema privilegiato nel
corso di questi ultimi anni. Il motivo di
ciò dipende dal fatto che i dati raccolti,
nell'arco di vari anni di attività, circa il
tipo di allenamento proposto e della sua
analisi, hanno evidenziato, sia nelle
squadre dilettanti che in quelle
professionistiche, alcuni errori riguardanti
l'andamento del carico di allenamento e la
non corretta associazione tra i diversi
mezzi adottati, soprattutto per quanto
riguarda la parte fisica.L'organizzazione ed
il controllo dell'allenamento dovrebbero
costituire, a mio parere, una specifica
materia d'esame al termine dei corsi per
allenatori e preparatori. Una parte delle
seguenti osservazioni riguarderà proprio la
revisione dei mezzi atletici e
l'organizzazione dell'allenamento delle
squadre dilettanti, con particolare
riferimento alle squadre di 3a,2a e 1a
categoria, le squadre Under 18 e la
Promozione
L'organizzazione dell'allenamento con
frequenza di due, tre giorni settimanali
Le squadre cui ci riferiamo si allenavano
due o tre volte la settimana, spesso in
orari serali ed in condizioni climatiche e
logistiche (fondo del terreno ed
illuminazioni) poco agevoli. Inizialmente la
programmazione prevedeva un allenamento
suddiviso in una prima parte riguardante la
parte atletica ed una seconda rivolta invece
agli aspetti tecnici. Questa impostazione di
programma, tra l'altro, portava spesso
all'assenteismo di qualche giocatore al
quale non piaceva svolgere l'allenamento
senza l'utilizzo del pallone, preferendo
invece essere presente alla seconda parte
della seduta, quella in cui viene svolto il
lavoro di rapidità, seguito dai tiri in
porta e dalla partitella a tutto campo.
L'esperienza suggerisce di effettuare una
migliore "miscelazione" tra i diversi mezzi
tecnico - tattici -a tletici attraverso una
serie di esercizi proposti ora
dall'allenatore, ora dal preparatore. Più
concretamente questo significa che:
1. il lavoro senza la palla deve essere
alternato con il lavoro con la palla;
2. la durata di un mezzo di allenamento non
deve superare i 20-30 minuti;
3. il lavoro atletico deve essere limitato
al minimo ma deve essere altamente
qualitativo e mirato. Questo obiettivo è
conseguibile facendo una graduatoria dei
mezzi, dal più importante al meno
importante, in funzione dei traguardi da
raggiungere. Per esempio, considerando anche
il poco tempo a disposizione, l'allenatore
dovrà giudicare se è più importante dedicare
del tempo ad un mezzo che irrobustisce i
muscoli addominali o, invece, al
potenziamento delle caratteristiche di forza
reattiva degli arti inferiori;
4. il lavoro muscolare per gli arti
inferiori deve essere sempre fatto durante
il primo giorno di allenamento;per tale
lavoro, infatti, i tempi di recupero sono
superiori rispetto ad altri mezzi allenanti.
Esso deve essere preceduto solo dal
riscaldamento ed eventualmente da un lavoro
di tipo tecnico. Quando si effettua questo
tipo di lavoro, l'atleta non deve essere
affaticato;
5. l'esperienza della ripetizione dei test
su giocatori professionisti e la loro
successiva elaborazione per la valutazione
del miglioramento percentuale delle qualità
fisiche hanno evidenziato che alcuni mezzi
specifici sono più "mirati" rispetto ad
altri;essi potrebbero essere così
riassunti: miglioramento della potenza
aerobica: ripetizioni di prove sui 1.000
metri, da 3 a 5 volte ad un ritmo minimo di
circa 3'45", con recupero di 2'30"/3' tra le
ripetizioni;
miglioramento delle qualità muscolari (forza
reattivo - elastica): da 80 a 100 toccate in
CMJ (dalla posizione eretta, piegare le
gambe sino ad ottenere un angolo di 90°, da
tale posizione poi balzare verso l'alto;
l'esecuzione, sia nella fase di piegamento
che in quella di spinta verso l'alto, deve
essere effettuata in maniera molto veloce).
Esempio di allenamento dedicato ai balzi CMJ:
2x10 ripetizioni per 4 volte; ogni due serie
effettuare 2X30 m. a buona velocità
"girando" velocemente con le gambe skip
(ginocchia alte sul posto) per 10" (proposta
di Vittori);
miglioramento delle capacità di scatto e
resistenza allo scatto: 2-3 X (5 - 6 X20+20
metri), recupero 40"-60"/5 minuti tra le
serie. Esempio pratico: distanza da
percorrere 20 metri andata, toccare paletto
e ritorno alla massima velocità. Tempi
inferiori ai 7" sono da considerare buoni.
Il tempo di recupero può essere di 40" tra
le ripetizioni e di 5 minuti tra le serie
(proposta di Capanna);
6. il riscaldamento non dovrebbe superare i
15-20 minuti e dovrebbe comprendere alcuni
esercizi di mobilità per la colonna
vertebrale e stretching, esercizi di slanci
degli arti inferiori alternati ad alcuni
esercizi brevi di rapidità ed allunghi. Il
mezzo successivo a quello di riscaldamento
dovrebbe essere un'esercitazione
tecnico-tattica. Ovviamente il riscaldamento
senza palla può essere alternato al lavoro
con la palla;
7. l'orientamento attuale è quello di dare
molta più importanza all'allenamento per la
preparazione fisica speciale (tabella 1). Si
privilegia l'utilizzazione di quei mezzi che
allenano sia la tecnica calcistica che le
caratteristiche energetico - muscolari e in
cui vengono impegnate maggiormente le
capacità di concentrazione del giocatore
1° Allenamento
15': Riscaldamento
10': (P.F.S.ca) Preparazione Fisica
Specifica
10': (P.T.T.) Preparazione Tecnico Tattica
15': (P.F.S.le) Preparazione Fisica
Speciale
15': (P.T.T.)
15': (P.F.S.ca)
2 ° Allenamento
10':Riscaldamento
20':(P.F.S.le)
30':(P.T.T.)
Conclusione
Quelle sopra descritte sono delle proposte
per la conduzione dell'allenamento di
squadre dilettantistiche;certamente si può
migliorare ancora di più la conoscenza dei
singoli mezzi di allenamento e quindi
qualificare ulteriormente il tipo di lavoro;
come afferma il prof. Capanna, inoltre, una
maggiore evoluzione si potrà ottenere quando
si saprà gestire in modo più vantaggioso i
mezzi di preparazione fisica speciale. |
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L'Autore |
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Roberto Sassi - Preparatore Atletico presso
il F.C. Chelsea - Dal libro "La preparazione
atletica nel calcio" di R. Sassi, Ed.
Calzetti e Mariucci. |
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