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Quale ruolo può avere lo sport nello sviluppo psicologico dei
bambini? Cosa assorbono i giovani atleti della sua preziosa magia? E
come possono genitori, allenatori e insegnanti aiutare i bambini a
crescere con lo sport? L’autrice di questo libro, ben lontana da una
concezione dello sport che porti alla smania di protagonismo e alla
ricerca di affermazione, suggerisce le strategie necessarie per fare
invece dello sport una palestra in cui esercitarsi alla vita. Per i
bambini lo sport può divenire un momento di grande libertà in cui
ricaricasi, uno spazio in cui mettersi in gioco e sfidare i propri
limiti, in cui cercare la vittoria non per appagare manie di
successo, ma per arricchirsi della tenacia di non demordere. E può
essere, contemporaneamente, un modo per noi grandi di avvicinarci ai
bambini ed a noi stessi, imparando da loro a vivere di sensazioni
immediate, e facendo in modo che loro assorbano da noi il piacere
del gioco.
Alcuni dei temi affrontati:
- qual è lo sport adatto per le varie d’età?
- come affrontare gli eventi frustranti che i bambini possono
incontrare nell’attività sportiva?
- come aiutare con lo sport il bambino timido, ansioso e iperattivo?
- quale supporto può dare dell’adulto?
- come dovrebbero vivere i genitori lo sport dei figli?
- e quale dovrebbe essere il rapporto tra genitori e allenatori?
- come dovrebbe essere impostato lo sport a scuola?
- quando e come lo sport deve essere praticato come psicoterapia o
riabilitazione? .
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Introduzione
Lo sport: un contesto educativo per “diventare grandi”
(Lo sport per esercitarsi a vivere; Le situazioni dello sport come
riflesso delle situazioni della quotidianità; L’adulto, un modello
comportamentale da cui prendere esempio; L’importanza della
collaborazione tra educatori e genitori)
I bambini
(3-5 anni; 6-8 anni; 9-10 anni; 11-13 anni)
Gli eventi frustranti sperimentati nello sport ed il supporto
emotivo degli adulti
(Che cos’è la frustrazione; Le situazioni frustranti che possono
attivarsi dallo sport; Come il bambino reagisce alla frustrazione;
Il genitore accogliente, ma che sa anche dire no; Il sostegno del
genitore per imparare a reagire alle difficoltà; Osservare il
bambino con una visione positiva e fiduciosa; Indurre il bambino a
non sentirsi perdente ed uscire dal gioco)
Come i genitori dovrebbero rapportarsi allo sport dei bambini
(“Tu sei altro da me”; “Ti voglio bene per quello che sei e non per
quello che io vorrei che tu fossi”; “Le mie opinioni non devono
essere le tue”; “L’allenatore non sono io”; “Hai fatto dei
progressi”)
Lo sport per ogni bambino
(Ad ogni bambino lo sport che sceglie di fare; Accostarsi allo sport
quando si è timidi; Cosa può trarre dallo sport il bambino ansioso;
Aiutare con lo sport il bambino iperattivo a modulare la sua
vivacità)
Le scuole di avviamento allo sport
(L’istruttore dei bambini: allenatore allo sport, educatore alla
vita; L’allenatore e i genitori; Lo psicologo nello sport; Lo
spirito di gruppo che si acquisisce dallo sport e che dovrebbe
ispirare chi si avvicina ad esso)
Lo sport e la scuola
(L’Educazione fisica nella scuola d’infanzia; L’Educazione fisica
nella scuola elementare; L’Educazione fisica nella scuola media;
L’Educazione fisica, l’handicap e la scuola)
Lo sport come psicoterapia
(Il ruolo catalizzante del ridere e del fare sport; L’equitazione
come supporto per le anoressiche e per i bambini autistici; Nuotare
per sentire il proprio corpo: l’handicap psicomotorio; Lo sport per
tornare a mettersi in gioco: le Paraolimpiadi; Una disciplina che
coinvolge il corpo per curare la mente: la musicoterapia)
Imparare dai bambini come vivere lo sport e la quotidianità
(Nutrirsi del mondo con gli occhi; Il valore del godersi ogni
istante; L’adulto adattato a vivere in funzione del passato e del
futuro; Ispirarsi alla spontaneità dei bambini per pre - imparare a
vivere appassionati delle piccole cose).
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