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Per un preparatore
atletico modulare e imporre ad un atleta un carico di allenamento
significa proporre un esercitazione mediante il quale sia possibile
stimolarlo, con lo scopo di sollecitare una risposta
all’adattamento, che soddisfi le problematiche imposte dalla propria
disciplina.
Esse possono trovare risposta attraverso quattro importanti
caratteristiche:
- l’intensità
- la quantità
- la qualità
- densità dello stimolo.
Nella qualità dello stimolo si identifica nella coordinazione
intermuscolare, ovvero nella’azione della catena muscolare che
prefigura la forma del movimento in tutta la sua globalità.
L’intensità dello stimolo che si identifica nella coordinazione
intramuscolare, si concretizza grazie al fatto che il sistema
nervoso “ordina”, nell’ambito di ciascun muscolo, con quale sequenza
e frequenza le placche motorie devono “entrare in azione” affinchè
possa essere perseguito l’obiettivo gestuale già prestabilito.
Quantità e densità dello stimolo invece, si sarà in grado di
coinvolgere, grazie alla coordinazione specifica, le fibre muscolari
che determinano la gestualità tipica del gioco del calcio.
Parlare di allenamento assume cosi per il sottoscritto: una data
applicazione di vari esercitazioni funzionali interagire ad
obiettivo globalizzante. Le esercitazioni sono funzionali, in quanto
finalizzate ad uno scopo concreto realizzato attraverso la
gestualità tipica del proprio sport.
Le discipline sono integrate in quanto l’atleta, renda attiva,
proprio in determinate fibre muscolari, la funzione che estrinseca
l’energia biochimica più idonea a perseguire uno specifico
obiettivo.
La coordinazione: elemento fondamentale
Sappiamo per certo che l’individuo ha a disposizione un attività
motoria quale unica possibilità di realizzare un interazione con
l’ambiente e di agire su di esso, per modificarlo rispetto alle
proprie particolari esigenze.
Questo consiste nel poter superare forze periferiche che, non
essendo prevedibili in anticipo, non possono essere vinte attraverso
un tipo di movimento pre-formato “diretto dall’interno”
In tale periodo il feedback veniva inteso come un meccanismo
utilizzato dal sistema nervoso per controllare che il programma
motorio iscritto in memoria fosse svolto correttamente.
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