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   Principi che disciplinano l’organizzazione del carico di allenamento
   Autore: Jonathan Proietto
   Fonti: La Preparazione Fisica applicata al Calcio
    Data di pubblicazione: 19 giugno 2010
 

Per un preparatore atletico modulare e imporre ad un atleta un carico di allenamento significa proporre un esercitazione mediante il quale sia possibile stimolarlo, con lo scopo di sollecitare una risposta all’adattamento, che soddisfi le problematiche imposte dalla propria disciplina.
Esse possono trovare risposta attraverso quattro importanti caratteristiche:
- l’intensità
- la quantità
- la qualità
- densità dello stimolo.
Nella qualità dello stimolo si identifica nella coordinazione intermuscolare, ovvero nella’azione della catena muscolare che prefigura la forma del movimento in tutta la sua globalità.
L’intensità dello stimolo che si identifica nella coordinazione intramuscolare, si concretizza grazie al fatto che il sistema nervoso “ordina”, nell’ambito di ciascun muscolo, con quale sequenza e frequenza le placche motorie devono “entrare in azione” affinchè possa essere perseguito l’obiettivo gestuale già prestabilito.
Quantità e densità dello stimolo invece, si sarà in grado di coinvolgere, grazie alla coordinazione specifica, le fibre muscolari che determinano la gestualità tipica del gioco del calcio.
Parlare di allenamento assume cosi per il sottoscritto: una data applicazione di vari esercitazioni funzionali interagire ad obiettivo globalizzante. Le esercitazioni sono funzionali, in quanto finalizzate ad uno scopo concreto realizzato attraverso la gestualità tipica del proprio sport.
Le discipline sono integrate in quanto l’atleta, renda attiva, proprio in determinate fibre muscolari, la funzione che estrinseca l’energia biochimica più idonea a perseguire uno specifico obiettivo.

La coordinazione: elemento fondamentale
Sappiamo per certo che l’individuo ha a disposizione un attività motoria quale unica possibilità di realizzare un interazione con l’ambiente e di agire su di esso, per modificarlo rispetto alle proprie particolari esigenze.
Questo consiste nel poter superare forze periferiche che, non essendo prevedibili in anticipo, non possono essere vinte attraverso un tipo di movimento pre-formato “diretto dall’interno”
In tale periodo il feedback veniva inteso come un meccanismo utilizzato dal sistema nervoso per controllare che il programma motorio iscritto in memoria fosse svolto correttamente.
 

 

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