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Per un preparatore
atletico è normale segnare il tempo di lavoro, i chilometri percorsi
o i chili spostati: tutte queste precise misure sono relative al
carico esterno cui è sottoposto un giocatore durante una seduta.
Diventa molto più difficoltoso farlo per quanto riguarda quello
interno, ossia quanto succede all’atleta sottoposto a un determinato
allenamento.
Il carico esterno è uguale per tutti i componenti della squadra,
mentre quello interno è individuale. Dipende dalle caratteristiche
fisiologiche del singolo, alle situazioni emotive e ambientali
momentanee. Esiste un metodo scientifico: un cardiofrequenzimetro
per ogni giocatore valutando le frequenza cardiache di lavoro al
termine della seduta o durante la stessa. Oppure si può abbinare la
frequenza a rilevazione col GPS, un altro metodo, diciamo un po’
futuristico? Utilizzare delle telecamere disposte sopra il campo
d’allenamento, che mostrano anche in questo caso movimenti totali,
velocità e numero di spostamenti, oltre al video di quanto fatto. Da
circa due anni, ho ritenuto opportuno “afferrarmi” alla scala di
valutazione dello sforzo creata da Borg potendola riadattarla alle
mie esigenze, nel lavoro fatto nel settore giovanile (sia nella
stagione scorsa al Crotone Calcio, sia quest’anno al Livorno. In che
modo?.
Le due strade
Una parte riguarda dal miglioramento della cultura calcistica nei
giocatori, facendo percepire e valutare i differenti sforzi tra
seduta e seduta; costruiamo quindi una scala da 0 a 10 e al termine
di ogni seduta segnaliamo le impressioni in modo da avere la
personalizzazione del carico interno. La seconda, più semplice, è
quella di stabilire un presunto valore per ogni esercitazione, con
un range minimo e massimo.
Quante volte nella stagione?
Il numero minimo è tre, così collocati temporalmente: inizio (primi
giorni del ritiro), fine del pre-campionato (settimana
precedentemente l’inizio del torneo), pausa natalizia (che grosso
modo corrisponde alla fine del girone d’andata). Si possono
aggiungere uno o due valutazioni ulteriori, globali (di tutta la
squadra) oppure singole, per giocatori che vivono un periodo
particolare o sono reduci da un infortunio. Nella stessa giornata,
come in precedenza è bene prendere peso altezza, massa magra e
grassa (plicometria).
Adesso i gruppi
Ora la soluzione ottimale per l’allenamento è quella di
personalizzare in base ai risultati in possesso del preparatore
l’intervento con i propri giocatori.
In alcuni casi, possiamo anche attuare un vero programma individuale
(ad esempio, i lavori svolti in palestra), considerando le
caratteristiche simili.
In altri casi invece è opportuno e consigliabile suddividere la
squadra in sotto gruppi (lavori aerobici) considerando sempre le
caratteristiche simili. La situazione ottimale è fornire un
cardiofrequenzimetro a testa cosi che ognuno possa lavorare in modo
indipendente.
Spesso però non è possibile, pertanto si sceglie un giocatore di
riferimento all’interno del gruppo cu si consegna un cronometro e un
foglietto con i tempi da rispettare nelle varie distanze proposte.
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