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La chinesiologia
La chinesiologia è un'attività che viene normalmente svolta in
palestra; oggigiorno si assiste ad una evoluzione della stessa
disciplina, in quanto molti professionisti del settore motorio
gestiscono o lavorano in studi privati. I campi di applicazione e le
potenzialità sono vaste abbracciando l'indirizzo educativo
(educazione fisica nelle scuole, anche per portatori di handicap),
preventivo (cinesiterapia posturale, cinesiterapia per la terza età,
indicata soprattutto per la degenerazione fisiologica articolare,
dell'osteopenia e della sarcopenia, ottimizzazione dei gesti tipici
del fitness), formativo e/o conservativo (cinesiterapia per le
patologie vertebrali adolescenziali), ricreativo (ginnastica con
musica, animazione, giochi, ecc.), sportivo (preparazione ed
ottimizzazione del gesto atletico, allenamento specifico, ecc.),
rieducativo (recupero funzionale, algie, ecc.).
La crescita: fase importante
Per poter mantenere la stazione eretta, i muscoli devono mantenere
un’attività sufficiente per opporsi alla forza di gravità. Sono la
coordinazione motoria e la capacità propriocettiva, ordinate ed
organizzate dal cervello in modo automatico, a consentire una serie
di contrazioni e decontrazioni modulate, il cui scopo è la
deambulazione. I bambini, intorno ai dodici mesi di vita, muovono i
primi passi con la difficoltà che tutti conosciamo. Quando una
enorme quantità di informazioni sono registrate dall’area motoria
del cervello, il movimento inizia a raffinarsi. Da quel momento, con
la stessa procedura, il cervello si arricchisce di informazioni e le
registra. Per questo motivo, in seguito, sarà possibile eseguire
movimenti molto complessi e coordinati. La danza acrobatica è una
delle espressioni di questa complessa attività che può essere
riassunta con COORDINAZIONE MOTORIA. Le qualità coordinative nello
sport sono fondamentali per produrre una prestazione.
Ogni articolazione possiede una libertà di movimento, espressa con
la sua massima apertura e la sua intera chiusura. L’articolazione
del gomito permette l’estensione dell’avambraccio sul braccio e la
sua flessione. L’allontanamento e l’avvicinamento dei segmenti
ossei, descrive un arco di circonferenza d’ampiezza variabile. La
massima ampiezza si ottiene con la massima escursione articolare. Lo
spostamento condiziona il lavoro al pari della forza.
Capita in palestra di osservare esercizi realizzati in parziale
escursione articolare e quindi esercizi eseguiti scorrettamente, per
due motivi:
Il primo motivo è l’eventuale limitazione meccanica. Il secondo
motivo contiene una spiegazione profonda, spesso legata alla
personalità dell’atleta. Limitando lo spostamento è possibile
aumentare il carico, ottenendo una apparente gratificazione
psicologica.
"Ho fatto 10 ripetizioni con 90 di panca". In realtà le dieci
ripetizioni eseguite senza sfruttare la piena escursione della
scapolo omerale e scapolo toracica, producono un lavoro modesto. E'
un tentativo per "barare" sulle ripetizioni, con lo scopo di rendere
più spettacolare una prestazione in palestra. Il desiderio di
ottenere gratificazione, carezze per i transazionalisti, stupendo i
compagni d'allenamento.
In palestra, una serie di movimenti possibili per mezzo delle
attrezzature, producono un lavoro muscolare. Gli esercizi e gli
strumenti sono tantissimi, le varianti pressoché infinite. Per
comprendere a fondo l’incidenza di un esercizio sull’apparato
locomotore è necessario formare un CORRIDOIO MENTALE
Indispensabile per individuare gli esercizi, gli accorgimenti
fisiologici e le modalità d’esecuzione da consigliare ai propri
allievi, nel pieno e consapevole rispetto degli obiettivi indicati.
Forza, lavoro e potenza: la biomeccanica legata alla fisica
La 2° legge di Newton descrive la forza:
F = M x a
F rappresenta la forza
M rappresenta la Massa
A rappresenta l’accellerazione.
In palestra l’accelerazione è minima, per questo motivo la forza in
un esercizio è indicata dal massimo carico sollevato in una
ripetizione massimale.
Esempio:
Distensioni su panca di 100 Kg. Per una ripetizione, eseguita con il
massimo impegno in modo da non potere, in nessun caso, senza aiuto,
eseguire due ripetizioni.
In queste condizioni la ripetizione sarà svolta con un avvicinamento
all’isometrica nella fase critica. Per questo motivo possiamo
indicare l’accelerazione con un’unità:
Sulle distensioni su panca, la forza, in questo caso, potrà essere
indicata con 100 kg.
Tutte le percentuali di carico, in questo esercizio, saranno
calcolate su 100, quale 100 %.
Il lavoro
Il concetto di lavoro presuppone sempre uno spostamento.
L = F x s.
(Lavoro = Forza x Spostamento). In palestra si realizza sempre un
lavoro muscolare. Tutti i macchinari, gli attrezzi, da quelli più
semplici ai più complessi ed articolati, consentono uno spostamento.
Lo spostamento di un oggetto sul quale, direttamente o
indirettamente, si applica una forza produce LAVORO.
La potenza
Il lavoro può essere svolto con tempi diversi. Una serie da dieci
ripetizioni, con lo stesso carico, può essere eseguita, ad esempio,
in 10, 20 o 30 secondi. Il lavoro non cambia ma nel caso dei dieci
secondi la potenza sarà tripla rispetto ai trenta e doppia in
rapporto ai venti secondi. C’è da aggiungere che il tempo di
contrazione incrementa l’anossia muscolare e innesca meccanismi
secondari di ipertrofia. Per questi motivi il lavoro in palestra è
pressoché sempre eseguito con lentezza. Gli esperti sanno che quando
lo sfinimento muscolare, al termine della serie, sopraggiunge, è
buona norma velocizzare le ripetizioni finali, allo scopo di
svuotare maggiormente il serbatoio energetico (ATP –CP). Viene
richiesta una maggiore potenza per intensificare il lavoro.
La formula della potenza è: P = L / t (potenza = lavoro diviso
tempo). |
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