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L'individuazione delle
ecoazioni ci consente di avere ben chiari gli obiettivi verso cui tendere.
E' evidente come vi sia un livello di apprendimento costituito dal
"sapersi muovere all'interno di ogni singola ecoazione", sviluppando la
disponibilità degli strumenti atti all'effettuazione del gesto più adatto
ed efficace (in presenza o meno dell'attrezzo palla !). Già a questo
livello noi crediamo che non si possa e non si debba più scindere
l'accoppiamento percezione-azione (perception - action coupling). Per
questo motivo, una volta mostrato e richiesto il gesto a secco (aspetto
biomeccanico) e non appena svolto in maniera anche grezza, riteniamo si
debbano proporre subito esercitazioni in cui sia presente l'aspetto
ecologico (cioè, lo ribadiamo, di studio dell'ambiente esterno soggetto a
variabilità), già dalle prime leve dell'attività giovanile, riservandosi
di ritornare sull'aspetto biomeccanico solamente ove se ne constati la
necessità.
Chiariamo il punto di vista tramite alcuni esempi.
Esempio n° 1: all'interno della
ecoazione "trasmissione (diretta) della palla", intendiamo insegnare
l'utilizzo dello strumento "trasmissione di interno piede". Una volta
esposto il gesto, proponiamo una serie di passaggi a coppie fermi sul
posto (assenza dell'aspetto ecologico in quanto situazione predefinita)?
Oppure passaggi continui contro il muro (v.sopra)? Noi preferiamo proporre
passaggi a coppie in cui il ricevente sia inizialmente in movimento e la
trasmissione avvenga solo quando quest'ultimo si blocca e rivolge corpo e
sguardo verso il trasmittente (consentendo secondo le esigenze l'impatto
solo con uno dei due piedi o con entrambi).
Esempio n° 2: all'interno della
ecoazione "ricezione orientata", intendiamo insegnare l'utilizzo dello
strumento "ricezione orientata su palla a parabola di int. o est. piede".
Abbozzato l'aspetto biomeccanico, proponiamo esercizi ripetitivi di
autolancio, cioè con una palla a testa (assenza aspetto ecologico) ? Noi
preferiamo proporre un gioco a coppie in cui A lancia a B e subito si
sposta a dx o a sx: B dovrà operare la ricezione orientata dalla stessa
parte verso cui si è mosso B.
Esempio n° 3: all'interno della
ecoazione "marcatura a uomo", intendiamo insegnare l'utilizzo dello
strumento "individuazione della linea ideale avversario-porta". Chiarito
l'uso del corpo come ostacolo per l'avversario, riproduco esercitazioni
statiche di marcatura (assenza aspetto ecologico)? Noi preferiamo proporre
giochi che costringano il marcatore a riposizionarsi continuamente nella
posizione corretta in riferimento a tre porte diversamente orientate, pena
il goal subito. Evidenziamo come fin dalle prime leve sia possibile
strutturare esercitazioni ludiche che prevedano, anzi richiedano,
l'analisi degli stimoli esterni non prevedibili a cui reagire il più
rapidamente possibile!
Parallelamente allo stadio di apprendimento precedente, vi è quello della
"capacità di avvalersi di una o l'altra ecoazione".
È questa la caratteristica che, a nostro avviso, differenzia la qualità di
calciatori diversi, tanto da far emergere le ecoazioni, e la capacità di
discriminarle, come i veri fondamentali, e da farci considerare i
fondamentali classicamente intesi come strumenti (così come sono strumenti
i cambi di direzione per operare un taglio, oppure la tecnica specifica di
locomozione per operare uno scivolamento difensivo). Questa capacità di
valutazione e di presa di decisione (che tra l'altro implica la capacità
psicologica di presa di responsabilità) non può essere allenata se non
tramite esercitazioni aperte che non prevedano uno svolgimento
aprioristicamente stabilito, bensì si muovano in un'ottica del tipo
problem solving.
Si prevederanno, quindi, giochi in cui siano presenti almeno due coppie
input-output tra le quali operare la selezione.
Esempio n° 4: Obiettivo: in fase di
possesso palla discriminazione fra trasmissione e conduzione in base alla
lettura ambientale.In un rettangolo 30x20 si gioca un 2:2 iniziando con
passaggi in orizzontale da parte dei p.p. perchè i difensori inizialmente
temporeggiano, tramite presa di posizione. Quando un dif. esce in
pressione, l'altro porta il raddoppio (perchè richiesto dall'allenatore
come creazione dello stimolo specifico); ciò va "letto" dal p.p. come
necessità di trasmettere palla al compagno che, una volta entratone in
possesso, "leggerà" l'esistenza di spazio in cui entrare in conduzione
palla per varcare la linea di fine campo e segnare il punto.
Nell'esempio citato si hanno le seguenti accoppiate:
INPUT NO
SPAZIO in VERTICALE > OUTPUT TRASMISSIONE
INPUT Sì
SPAZIO in VERTICALE > OUTPUT CONDUZIONE
Ciò a cui si tende è riuscire ad instaurare dei paradigmi di comportamento
(via via più complessi) tali per cui, al riconoscimento dei segnali
significativi (cues), il calciatore operi la scelta più idonea a sua
disposizione. È infatti noto, ed avvalorato da ricerche sperimentali (v.
Williams e Davids,1998, riportato in Schmidt, Wrisberg,2000), che la
capacità di cogliere solo stimoli significativi distingue nel calcio (e
negli sport open - skills in generale) gli atleti più esperti da quelli
meno esperti, al punto che possiamo definirla come un potente fattore
limitante la prestazione. (A questo proposito ci sembra interessante
proporre un'analogia con l'organizzazione percettiva dei maestri di
scacchi confrontata con principianti, v. Didierjean, Ferrari e Marmèche,
2004). È nostra convinzione che l'impostazione più precoce possibile, per
quanto graduata, della metodologia qui tratteggiata possa favorire ed
accelerare l'instaurarsi di archetipi motori tipici del calciatore,
sviluppandone e velocizzandone la capacità di percezione-azione e, quindi,
ottimizzandone il complesso processo di formazione. (v. il concetto di
principio orientativo generalizzato d'azione in Schubert,1990). A questo
punto evidenziamo che l'organizzazione delle proposte allenanti
nell'ottica "input-output", a cui ci siamo riferiti poco sopra, ci
permette di quantizzare l'entità di lavoro, il che significa avere la
possibilità di graduarlo.
Una nozione di psicologia cognitiva, la legge di Hick, ci descrive la
relazione esistente tra il n° di alternative stimolo-risposta e il tempo
di reazione di scelta. (v. Nougier,1992).
Tr di scelta = a + b[Log 2(ECE)]
La relazione ci dice che il TR di scelta aumenta di una quantità costante
ogni volta che il numero delle alternative stimolo-risposta (ECE = Entità
di Carico Elaborativo) viene raddoppiato (da 2 a 4 o da 4 a 8). Partendo
da queste considerazioni e riferendoci a dati circa la maturazione della
capacità di elaborazione delle informazioni (da Sudgen riportati in Manno,
Beccarini, D'Ottavio, 1992) pensiamo sia bene non proporre esercitazioni
superiori a ECE 2 fino alla leva Pulcini compresa; riteniamo altresì
possibile, in linea di massima, proporre esercitazioni a ECE > 2 già nella
leva Esordienti (tenendo ovviamente conto delle sempre presenti varianti
interindividuali). La valutazione dell'ECE può applicarsi anche al
"sapersi muovere all'interno della ecoazione". All'inizio del processo
formativo della capacità d'azione complessiva, saranno proposte anche
esercitazioni a ECE 1 (v. esercitazione da noi proposta in esempio 1):
sebbene non richiedano discriminazione tra stimoli diversi, indirizzano
verso la valutazione di un ambiente a cui porre attenzione per percepire
il segnale significativo e scatenare la risposta.
Nota: Al livello ECE 1, il tempo di reazione è il tempo di reazione
semplice.
Nell'esempio 2 si ha un ECE 2. Nell'esempio 3 si ha un ECE 3: è
un'esercitazione con difficoltà maggiori di quelle riscontrabili in
partita e più indicata per Esordienti II anno e Giovanissimi.
Notiamo che: "Vi sono ricerche che hanno dimostrato come i conflitti
mentali che l'atleta non riesce a risolvere ("ma allora che devo fare?")
coinvolgono la qualità dell'azione, persino la sua esecuzione sensomotoria."
(testuale da Schubert,1990).
Sempre parallelamente agli stadi trattati, ci muoveremo con proposte
formative che favoriscano l'instaurarsi di ecoazioni collaborative (in
possesso e in non possesso palla). Ciò avverrà, ancora, tramite proposte
ludiche che assumono caratteristiche più globali e oppositive (2>1, 3>2,
…, fino alle esercitazioni di gara), con la possibilità di modulare le
difficoltà (avversari più o meno attivi), costruendo situazioni in
maggiore o minore pressione temporale e spaziale, richiedendo di
conseguenza maggiori o minori ritmi esecutivi e stimolando la
comunicazione non verbale. Stimoleremo e indirizzeremo, pure,
l'instaurarsi di ecoazioni coniugate (compiti doppi) come la conduzione in
protezione. Si otterrà, così, in maniera graduale, ma stabile, e in
un'ottica pluriennale, la costruzione di una tattica collaborativa per
arrivare alle conoscenze tattiche di livello più elevato (v. D'ottavio,
2000). Ci preme ancora sottolineare che, nell'approccio euristico
proposto, vengono rispettati ed esaltati aspetti fondanti del processo
insegnamento-apprendimento, quali:
- - l'attenzione,filtro necessario per l'individuazione e il
riconoscimento dei "cues"
- - il concetto di finta, intesa come costante ricerca di indurre
l'avversario ad un'errata lettura dell'intenzione (in possesso e in non
possesso palla!)
-- gli aspetti percettivi specifici, indissolubilmente correlati
all'attenzione. Si intende qui evidenziare la necessità di rispettare la
sport-specificità degli stimoli proposti, in modo da riuscire a suscitare
la discriminazione dello stimolo e attribuire così ad esso un valore
significante. In altre parole, se nel calcio gli stimoli sono
essenzialmente visivi e dovuti a specifiche situazioni di gioco, perché
ricorrere ancora a stimoli aspecifici? Perché, durante le sedute, si
sentono ancora numerosi colpi di fischietto per dare il "la" alle
esercitazioni? Ci sembra un po' come se un centometrista si allenasse per
le partenze reagendo ai segnali di un semaforo!
- - il timing (v. Capanna,2002), cioè efficacia nei parametri
spazio-temporali imposti dall'ambiente
- - gli apetti inerenti i processi di memorizzazione, strettamente
correlati all'attenzione e alla percezione. "I nuovi contenuti mnemonici
saranno immagazzinati tanto più facilmente, quanto più possono essere
inseriti in unità semantiche, in complessi e strutture." (testuale da
Janssen,1991)
- - l'aspetto ludico dell'apprendimento che rende più motivante e meno
faticoso l'apprendimento stesso."Emozioni e motivazioni guidano…il centro
dell'attenzione che decide quali informazioni vengono memorizzate nei
circuiti neuronali e così imparate."(testuale da Friedrich e Preiss,2003)
- - il processo di autocorrezione. Infatti, una volta che l'allenatore
esplicita le richieste, il soggetto è in grado di operare un'autovalutazione
a posteriori (feed-back resultativo) tanto che diventa frequente che il
soggetto chieda "scusa" all'allenatore per un errore di cui si rende
conto, anticipandone la correzione. In realtà le scuse stanno a
significare: "Ho preso coscienza d'aver sbagliato e perché ho sbagliato.
Ora provo a fare meglio".
- - lo stimolo alla soluzione originale e creativa nell'ambito di una
risposta efficace al problema proposto (v.Tocci e Scibinetti, 2003 e v.
Rindermann,2003)
- - la possibilità di proporre situazioni allenanti, in alcuni casi, sotto
l'aspetto elaborativo, più difficoltose della situazione-partita.
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