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  L'uso della tecnica come mezzo per il miglioramento della tattica individuale
 
  Autore: Fulvio Formigli
 
  Il desiderio di ogni allenatore di qualsiasi categoria è quello di riuscire a vedere espresse le proprie idee dalla squadra che allena in funzione delle qualità dei propri giocatori cercando di valorizzarne al massimo le caratteristiche.
Nelle categorie del settore giovanile è importante far esprimere alla propria squadra tutti i concetti che, progressivamente, vengono appresi durante le sedute di allenamento dai calciatori. Lo sviluppo pratico del gioco di squadra rappresenta l’espressione collettiva delle singole prestazioni che ogni giocatore riesce a fornire in collaborazione con gli altri compagni.
La collaborazione che ogni calciatore riceve e trasmette ai compagni può essere con la palla e, soprattutto, senza palla.
Le fasi che ogni calciatore deve riuscire ad interpretare sono la fase difensiva, la fase di attacco, ma soprattutto il veloce adattamento al cambio delle due fasi. Se il livello tecnico di ogni giocatore è limitato, la squadra avrà da confrontarsi ad un numero maggiore di cambi di atteggiamento in quanto andrà incontro ad un maggior numero di palloni persi.

La tecnica di base, che appartiene ad ogni giocatore, deve essere trasformata ed insegnata usando un metodo situazionale che si avvicini il più possibile alla partita. Infatti il modo di avere contatto con la palla varia in base a diversi fattori: dalla provenienza della palla (lateralmente, frontalmente, da dietro), dalla velocità di arrivo, dalla condizione di arrivo del pallone (rasoterra, in aria), dalla vicinanza o meno degli avversari, dalla zona del campo in cui si trova il calciatore e dallo stato fisico in cui si trova al momento (più o meno stanco) e anche dalle condizioni del terreno di gioco.

Infatti sono queste elencate le condizioni che si presentano durante la partita e che devono essere considerate assolutamente per insegnare la tecnica in funzione della tattica individuale. Quanto più un calciatore è abile tecnicamente, tanto più trasferisce alla squadra in modo positivo le proprie giocate e di conseguenza diventa importante anche tatticamente.
E’ impensabile voler esercitare la propria squadra ad adottare vari sistemi di gioco se al momento del contatto con la palla, una approssimativa condizione tecnica rallenta, o addirittura ne annulla, il possesso.
Da esperienze personali che ho potuto valutare attentamente, posso affermare che la tecnica può essere esercitata e migliorata in funzione della tattica. I concetti che ogni calciatore acquisisce, rappresentano le basi che ognuno migliorerà nel corso degli anni. L’insegnamento di questi concetti deve essere eseguito entro il 14° anno di età e deve essere perfezionato negli anni seguenti.
Il contatto con il pallone deve essere esercitato in modo ripetitivo e continuo con tutte le parti del piede e anche con tutte le parti del corpo. Una maggiore esperienza vissuta aiuta a risolvere problemi che si presentano al momento della scelta del gesto tecnico, il più velocemente possibile.

Durante la fascia di età 13/16 anni, l’insegnamento della tecnica incontra una difficoltà legata al continuo sviluppo della struttura di ogni ragazzo in continua crescita. In questa fase i problemi sono anche di ordine psicologico in quanto il calciatore è consapevole che alcuni gesti dei quali aveva una buona padronanza, non sono più così meccanici, e quindi è sfiduciato ad apprenderne altri nuovi. Il colloquio continuo aiuta molto a superare questo periodo.
Parallelamente all’insegnamento della tecnica ho usato molto le attività coordinative e di equilibrio per riuscire a far eseguire velocemente molti più gesti possibili corretti.
Gli esercizi devono coinvolgere l’intero gruppo a disposizione, che deve svolgere gli esercizi coordinativi simultaneamente allo stesso tempo.
Un elevato livello tecnico consente lo sviluppo armonioso delle azioni di gioco nel rispetto dei tempi delle giocate. Ho concentrato le esercitazioni tecnico-tattiche sull’importanza del primo tocco alla palla in qualsiasi situazione e in qualsiasi zona del campo. Il primo tocco condiziona qualsiasi giocata sia individuale e sia di squadra. Per esempio, è importante che in fase difensiva, con il primo tocco, venga effettuato l’anticipo sull’avversario riuscendo ad indirizzare la palla verso un compagno, oppure al momento della ricezione della palla, il primo tocco deve essere eseguito in funzione delle successive scelte.
Riuscire ad avere giocatori che effettuano la scelta corretta con la palla o senza, ha come conseguenza lo sviluppo corretto di azioni importanti a livello tattico.
 
 
L'Autore: Fulvio Formigli,  Allenatore Giovanissimi Regionali Pisa Calcio
 

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