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La Match Analysis. Un nuovo supporto
per la metodologia dell'allenamento nel calcio |
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Fonte:
Fonte:
Settore Tecnico |
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Data di pubblicazione:
12 settembre 2010 |
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A. Lo sviluppo ed il principio di funzionamento
della match analysis |
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La
match analysis è il massimo sviluppo
dell’analisi notazionale della prestazione dello
sportivo.
Chiunque si sia trovato, per passione o per
lavoro, a dover seguire uno o più atleti di
qualsivoglia disciplina si sarà trovato nella
situazione di annotare su migliaia di fogli ciò
che accadeva durante la gara, in modo da poterla
successivamente analizzare senza nessuna
influenza emotiva. L’evoluzione di questa
tecnica, che spesso non era adeguata ai tempi
della gara, consiste nella nascita delle schede
di valutazione, ovvero fogli prestampati che
consentivano all’operatore di annotare
attraverso semplici simboli standardizzati
l’esito di varie situazioni predeterminate. In
seguito, l’utilizzo delle prime videocamere per
registrare la prestazione ha offerto la
possibilità di rivedere la gara più volte e,
oltre ad essere riusciti ad eliminare l’errore
di valutazione dell’osservatore, si sono
moltiplicati i parametri rilevabili fornendo ai
tecnici una immagine più completa della
prestazione.
Arrivati a questo stadio dello sviluppo i
problemi principali di questo tipo di tecnica di
valutazione sono costituiti dai tempi di
osservazione troppo lunghi e dal tipo di analisi
da effettuare per arrivare a dei risultati
concreti in breve periodo. La soluzione
riguardante l’analisi dei dati è stata superata
con l’avvento dei PC e dei primi sistemi
operativi: inserendo i dati in appositi
programmi si ottenevano rapidamente quelle
informazioni richieste dall’operatore. Al giorno
d’oggi dove elettronica e informatica non
sembrano avere più confini, è bastato unire la
videoregistrazione della gara ad un sistema
operativo adattato per diminuire anche i tempi
di osservazione. Con i sistemi moderni bastano
poche ore dopo la gara per fornire direttamente
al tecnico interessato i parametri che si
ritengono essenziali per l’interpretazione della
performance, la match analysis appunto!
I sistemi di analisi rotazionale computerizzata
automatica hanno portato notevoli vantaggi al
mondo sportivo fornendo ai tecnici informazioni
sempre più dettagliate riguardo la prestazione
fisica, tecnica e tattica. Tali sistemi di
valutazione sono legati essenzialmente al
riconoscimento della posizione e del movimento
in campo del soggetto (velocità, distanze
percorse, traiettorie) e al rilevamento del suo
rapporto con i compagni, gli avversari e la
palla (se presente nel gioco). Tutti questi dati
vengono ottenuti grazie ad un complesso sistema
di telecamere poste attorno all’area di gioco
interfacciate con sofisticati programmi
informatici. Tali sistemi, che sono ancora
principalmente di ricerca e richiedono un
interazione strutturata tra atleti e spazio in
cui si muovono, possiedono caratteristiche
generali comuni (come citato nell’articolo di
Attilio Sacripanti SDS n° 72):
1. grandezza maggiore e particolarità dello
spazio in cui vengono rappresentati i giocatori
2. esplicita capacità di ricerca di un oggetto
3. capacità di parziale descrizione
dell’interazione multipla tra gli atleti
4. definizione delle primitive temporali
5. capacità di seguire l’intenzionalità
6. necessaria difficoltà dei modelli
fisiomatematici di descrizione del fenomeno
I problemi tecnici che principalmente si devono
affrontare con l’utilizzo di tali sistemi sono:
1. posizionamento ottimale del sistema
d'acquisizione: spesso in un sistema multivideo
i campi focali di visione delle camere si
sovrappongono in parti del campo e hanno zone
d'ombra per altre parti del campo;
2. calibrazione: sono quei processi che hanno lo
scopo di determinare in modo univoco le
posizioni sul campo, attraverso
l'identificazione dei parametri interni dell'
hardware, correggendo in tal modo le distorsioni
ottiche del sistema. Sono questi i metodi che
permettono di trasferire oggetti tridimensionali
in uno spazio a due dimensioni;
3. registrazione delle immagini: la
registrazione delle immagini per match di lunga
durata ad esempio 90 min, rap- presenta solo un
problema di capienza per il sistema. Normalmente
la quantità d'immagini da immagazzinare per una
partita di calcio è circa di 900000, per un
sistema di cattura a 50 frames al secondo e per
624 x 328 pixel;
4. digitalizzazione delle immagini e
compressione: la stessa quantità con la
compressione
M-JPEG delle immagini e la loro digitalizzazione
produce 108000 frames che possono occupare su un
Hard disk solo 21,7 Gigabyte di spazio;
5. tracking: i sistemi di traccia mento degli
spostamenti nel tempo, possono essere manuali
(l'operatore può eseguire il tracking con il
mouse) o automatizzati (i software di
riconoscimento delle immagini eseguono
automaticamente il compito, con l'uso di
algoritmi matematici avanzati)
6. post processing dei dati di moto: il post
processamento dei dati di traiettoria ottenuti,
sia manualmente che automatica- mente risulta
necessario, in quanto le traiettorie automatiche
contengono un certo numero d'imprecisioni,
mentre le manuali sono troppo drastiche nel
cambiamento di direzione. Pertanto per ottenere
traiettorie fisiche plausibili bisogna smussare
le curve ottenute con un altro procedimento
matematico automatico, quello dello smoothing;
7. analisi degli errori: vi sono diverse
sorgenti d'errore che possono inficiare le
traiettorie ottenute. Bisogna pertanto, per
quanto possibile, individuarle e cor- reggere
gli errori derivati. Gli errori possono essere
generati da: movimenti delle estremità
dell'atleta, errori introdotti dalla
compressione delle immagini, errori di
marginalizzazione nei pixel, imperfetta
calibrazione degli strumenti, errori
dell'operatore (se presente).
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B. Novità introdotte nello sport e nel Calcio
in particolare |
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Grazie alla match analysis gli addetti ai lavori
si trovano a disposizione una nuova tipologia di
dati su da elaborare. In numerose discipline la
conoscenza specifica dei tempi di gioco, della
velocità d’azione e delle distanze percorse dai
singoli atleti e principalmente la possibilità
di correlare tra loro questi valori e di
confrontarli tra le varie gare, ha riacceso il
dibattito riguardante la metodologia di
allenamento. Soprattutto gli sport di squadra,
dove si ha un maggior sviluppo commerciale,
stanno traendo molti vantaggi dall’analisi
computerizzata delle prestazioni anche se con
obiettivi differenti. Nel tennis è già da alcuni
anni che si studia la prestazione dell’atleta
visualizzando le zone in cui ha tirato il
maggior numero di volte, la durata degli scambi,
il decremento della forza di battuta; nel
baseball e nel basket, sport dove è regina la
statistica, si tiene conto del rapporto tra
minuti giocati e minuti in panchina,
dell’incidenza del singolo giocatore sul
punteggio, del numero di salti o corse. Nel
volley la match analysis è usata principalmente
a supporto del gioco tecnico-tattico, lo scout
conosce i dati di tutte le avversarie relativi a
come si sviluppa il gioco ad un determinato
punteggio o in certe situazioni, questo permette
di allenare la squadra ad adeguarsi nel minor
tempo possibile. Tutti questi sport stanno
incrementando il livello della prestazione
fornita dagli atleti e questo porta ad un
seguito maggiore da parte del pubblico Questo
feed back positivo stimola gli addetti ai lavori
a sfruttare appieno le potenzialità della match
analysis in quanto oltre ad un incremento degli
introiti societari si trovano atleti che
sopportano meglio lo sforzo, che migliorano
tecnicamente e che tatticamente cono più
disciplinati.
Nel mondo del calcio italiano la match analysis
ha fatto il suo ingresso ma sembra avanzare con
resistenza rispetto ad altre discipline. I
motivi possono essere dovuti al differente tipo
di gioco (meno situazioni standardizzabili) e al
diverso ambiente di gioco (molto più ampio
rispetto un palazzotto dello sport) ma
personalmente penso che la causa principale di
questo lento sviluppo sia la rigidità
dell’ambiente calcistico che si rispecchia in
tre particolari situazioni.
- Chi lavora nell’ambito calcistico tende ad
essere individualista, ognuno ha il suo “modo di
lavorare” e cerca di tenerselo per se il più
possibile. Il lavoro di staff è limitato al
mister ed al preparatore atletico (e non
sempre), mentre l’utilizzo della match analysis
implicherebbe la condivisione di informazioni,
“trucchi del mestiere” e metodologie tra
tecnici.
- Nel calcio le novità sono sempre accolte con
riluttanza in quanto considerate eventuali
fattori di alterazione dello status quo
piuttosto che elementi di miglioramento della
situazione, probabilmente per la paura di
sbagliare.
- In questo ambiente viene data molta importanza
alla tattica più che alla tecnica e alla
preparazione fisica, un metodo di match analysis
utilizzato solo a fini tattici sarebbe troppo
oneroso e le società preferiscono dirottare le
loro attenzioni su strategie diverse.
Ultimamente molti preparatori professionisti
hanno iniziato ad utilizzare la match analysis
nel tentativo di rilevare dei parametri di gara
che possano portare ad un miglioramento della
metodologia di allenamento. I parametri che più
spesso si prendono in considerazione sono la
distanza percorsa nell’arco della gara e la sua
distinzione in differenti range di velocità.
Grazie a questi dati è possibile scomporre lo
sforzo compiuto dall’atleta in partita, i
risultati spesso sorprendenti, stanno
modificando i carichi di allenamento.
In tabella vengono riassunti i principali
risultati dell’analisi effettuata sui dati
raccolti e le tecniche di metodologia di
allenamento che si stanno inserendo nella
pratica quotidiana.
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Risultato dell'analisi |
Conseguenza in allenmento |
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Differenze significative dei ruoli |
Maggior individualizzazione e
modulazione del carico di
allenamento del singolo giocatore |
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Grande recupero tra uno scatto ed il
successivo |
Metodi di allenamento incentrati
sulla RSA |
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Elevata percentuale di scatti
attorno ai 20 mt |
Riduzione delle distanze di sprint (ax
15-30mt) |
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Modifica della definizione del
modello prestativo |
Metodi di allenamento più simili
alla gara (intermittente e CCVV);
differenti tecniche di valutazione
funzionale |
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Maggiori espressioni di forza
specifica rispetto la massima |
Meno esercitazioni in palestra su
macchine e più in campo (cambi di
direzione, frenate ...) |
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C. Vantaggi e svantaggi dell’utilizzo della
match analysis
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C.1. Vantaggi
L’utilizzo della match analysis da parte del
preparatore atletico ha sicuramente ampliato la
definizione del modello prestativo del gioco del
calcio. Si è passati dalla semplicistica
concezione di “sport aerobico-anaerobico
alternato” a quella fornita dagli studiosi della
proZone system “Il calcio è caratterizzato da
una attività intermittente con gli sforzi
anaerobici ad alta intensità sovrapposti ad una
bassa attività aerobica”. Si è quindi spostato
l’obiettivo dal miglioramento di capacità
aerobiche e lattacide verso un aumento della
capacità di effettuare sprint ad alta intensità
per tutta la durata della gara. Essere a
conoscenza del preciso modello di prestazione
consente di ottimizzare al meglio il poco tempo
che il preparatore atletico ha a disposizione
durante la seduta di allenamento per migliorare
e mantenere un buono stato di forma del
calciatore. Il secondo grande vantaggio potrebbe
essere dato dalla possibilità di osservare
direttamente, attraverso la gara, lo stato di
forma del soggetto. Con il monitoraggio di
determinati parametri potremmo ricavare una
precisa fotografia del livello di allenamento
del giocatore senza dover ricorrere a test da
campo che spesso si avvicinano solamente al tipo
di sforzo che avviene durante la partita. Questo
permetterebbe ai tecnici di fornire metodi di
allenamento adeguati per ottenere calciatori ad
alto livello fisico per più tempo possibile.
C.2 Svantaggi
Il primo e basilare svantaggio è l’alto costo
delle apparecchiature, basti pensare che non
tutte le società di SERIE A si possono
permettere questa nuova tecnologia. Un altro
punto a sfavore è dato dalla mancanza di
letteratura riguardante i dati che si misurano
con la match analysis. Essendo una tecnica di
recente introduzione non si hanno studi e
ricerche che possano ipotizzare una qualsivoglia
teoria e le poche che ci sono spesso sono
incomplete (pochi soggetti, metodi di
valutazione differenti) o non sono comparabili
tra loro (gruppo di soggetti diversi). Il
problema principale, che riguarda la
determinazione dello stato di forma del
soggetto, è l’elevata variabilità del gioco e
quindi la bassa possibilità di standardizzare
determinate situazioni da analizzare. Spesso la
prestazione del giocatore non è solo dettata dal
suo stato di forma fisico ma sul suo modo di
giocare influiscono anche le disposizioni
tattiche, la tecnica e l’avversario che si
affronta. Risulterebbe quindi difficile al
termine di una gara, determinare se il giocatore
analizzato è in forma o no semplicemente
contando i suoi scatti o la distanza che ha
percorso.
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D. Sviluppi futuri per il preparatore atletico
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Proprio in direzione della risoluzione
dell’ultimo grande svantaggio elencato in
precedenza, ovvero la valutazione funzionale
dell’atleta applicata alla gara, dovrebbe
muoversi lo sviluppo di questa tecnica di
analisi a supporto del preparatore atletico. La
determinazione dello stato di forma del
calciatore tramite la correlazione dei parametri
fisiologici che si possono misurare durante la
gara (FC, lattato, valori ematici ed in futuro
magari segnale EMG) con i parametri fisici
rilevati con la match analysis (velocità di
corsa, distanze percorse…) potrebbe essere
determinante per modulare al meglio i carichi di
allenamento a cui sottoporre gli atleti. Si
potrebbe confrontare per esempio l’andamento
della FC con la velocità di corsa per
sottolineare la capacità di recupero; la media
di un determinato valore rilevate ad intervalli
regolari per notare eventuali decrementi. Un
primo tentativo di approccio che potrebbe essere
effettuato, nel limite delle possibilità
tecnologiche, è quello di applicare alla gara le
basi fisiologiche ed i protocolli su cui si
fondano i principali test da campo. Un esempio
per la determinazione della resistenza allo
sforzo specifico di gara, potrebbe consistere
nel misurare la velocità di corsa e la FC ogni 5
minuti per tutta la durata della partita al
termine della quale otterremo un determinato
numero di dati che graficamente potrebbero
indicarci un eventuale decremento dei parametri
rilevati. Un po’ quello che si cerca di
visualizzare attraverso il test di Coverciano o
con il test navetta classico non incrementale. |
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E. Sviluppi alternativi
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E. 1
match analysis e allenatore
Le informazioni che il mister potrebbe trarre
dall’analisi computerizzata della partita sono
ovviamente di origine tecnico-tattiche.
Nell’ambito della singola gara sarebbe utile:
- notare se la squadra ha risposto, o ancor
meglio sta rispondendo, adeguatamente alle
direttive del tecnico (lunghezza della squadra,
disposizione dei giocatori in determinate
situazioni),
- analizzare quali potrebbero essere le
modifiche tattiche da applicare (da dove
arrivano i maggiori pericoli, dove si mette in
difficoltà l’avversario),
- sottolineare errori (mancata diagonale, troppa
distanza tra i reparti, scarsa copertura).
Quando poi si avrà la possibilità di confrontare
tra loro più partite potremo fare delle
considerazioni tattiche di squadra generali
(simili a quelle citate prima) ma soprattutto
potremo stabilire un profilo tecnico-tattico per
ogni singolo giocatore. Questo ci consentirebbe
di adattare gli schemi di gioco e la tattica di
squadra alle attitudini degli atleti mettendoli
nelle migliori condizioni possibili per fare ciò
che gli riesce facilmente. In questo modo i
giocatori conoscono meglio se stessi ma
soprattutto le caratteristiche dei compagni,
quindi si potrebbe agevolare quell’affinità che
si nota spesso nelle squadre dove gli atleti
giocano insieme da tanto tempo.
E. 2 match analysis e settore giovanile
All’interno del settore giovanile l’obiettivo
che si potrebbe perseguire grazie alle
apparecchiature della match analysis è lo
sviluppo tecnico dei giocatori. Analizzando la
quantità e la qualità dei singoli gesti tecnici
(passaggi, tiri, dribbling, stop, colpi di
testa) durante la gara si potrebbe notare una
carenza tecnica di un determinato fondamentale
sul quale si dovrebbe poi lavorare nel tentativo
di recuperarlo. Correlando i dati di squadra con
quelli del singolo calciatore riusciremmo a
determinare se il problema è di squadra, quindi
tutti lavorano insieme, oppure se è del singolo,
portandoci a dover individualizzare il lavoro
tecnico per far sì che tutti siano allo stesso
livello tecnico. È ovvio che un settore
giovanile non potrebbe permettersi di acquistare
queste tecnologie e quindi lo utilizzerebbe solo
se già in possesso della prima squadra. Il
settore giovanile resta comunque un’area di
sviluppo e di vendita molto ampia per i sistemi
meno articolati ma di pari efficacia.
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F. Conclusioni |
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Con
l’introduzione della match analysis la figura
del preparatore atletico non verrebbe certo
sminuita anzi, come avvento in ambito medico, il
tecnico addetto a questa tecnologia innovativa
avrebbe maggior risalto professionale, sarebbe
in grado di raggiungere risultati migliori
ottimizzando i tempi di lavoro a disposizione ed
affrontando con sempre più facilità i problemi
che gli si porranno di fronte. Il preparatore
atletico del futuro dovrà essere in grado di
analizzare i dati forniti dagli strumenti
elettronici e di adattare le metodologie di
allenamento in base alle informazioni ottenute.
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Sergio Ruosi,
Preparatore Atletico Settore Giovanile dell'Imolese Calcio |
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